Slitta l’ampliamento della Orim

MACERATA - Nonostante il sì del Comune non si trova l'accordo definitivo in conferenza dei servizi. Tra due mesi le parti si risiederanno al tavolo: occhi puntati sulla sicurezza e quantità del materiale trattato dall'azienda

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Lo stabilimento Orim a Piediripa

 

di Filippo Ciccarelli

Sembrava una formalità il rinnovo dell’autorizzazione ed il conseguente ampliamento per la Orim, industria specializzata nel trattamento di rifiuti speciali che opera a Piediripa. Invece in conferenza dei servizi sono sorte alcune “lungaggini” di natura tecnica che hanno fatto slittare la concessione dei nuovi permessi.  Nella seduta di commissione che ha preceduto la conferenza odierna sono emerse posizioni sostanzialmente omogenee, seppur con dei distinguo, tra maggioranza e opposizione: in futuro la Orim potrebbe essere delocalizzata in un altro sito, ed altre aziende classificate come insalubri di prima classe (come ad esempio “La Cerealicola, che si trova a due passi dalla Orim) potrebbero seguirla. Si tratta comunque di volontà difficilmente realizzabili entro poco tempo, perché serve un confronto con i vertici dell’azienda e tra tutte le forze politiche.
Il futuro prossimo, invece, prevede l’ampliamento dell’industria nel sito dove attualmente si trova, in via Concordia a Piediripa, e una nuova licenza per l’attività di trattamento dei rifiuti fino al 2017. Il comune ha dato disco verde, mettendo però dei paletti. In primis, la Orim deve abbassare la capacità massima annuale di tonnellate trattate (il tetto è di 90.000, ma storicamente l’azienda si tiene su una quota intorno alle 25.000 tonnellate), deve intervenire sulle misure antisismiche ed approntare un sistema di allerta per la popolazione in caso di incidenti al suo interno.

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Deborah Pantana (Pdl)

L’ampliamento andrebbe di pari passo con la diminuzione del tetto massimo di tonnellate trattabili. Solo in apparenza una contraddizione, poiché una superficie maggiore per la Orim permetterebbe agli operai di lavorare razionalizzando il processo produttivo in maggiore sicurezza.  Nel primo pomeriggio, però, ecco la notizia che in pochi si aspetta vano: alla conferenza dei servizi – tavolo tecnico cui partecipano il Comune, la Provincia, l’Arpam, l’Asur, i Vigili del Fuoco e i soggetti interessati alla vicenda Orim – non è stato trovato l’accordo, per cui le parti si ritroveranno tra 60 giorni. In ballo non c’è solo l’ampliamento della Orim, ma anche il rinnovo per continuare l’attività produttiva, che ha durata quinquennale. E’ probabile, comunque, che gli impedimenti di natura tecnica vengano superati ad ottobre, quando ci sarà il prossimo incontro per decidere riguardo alla Orim.
Deborah Pantana, consigliere comunale del Pdl, dopo aver richiesto la convocazione della commissione Ambiente e territorio commenta: “Prendiamo atto della decisione del Comune di voler concedere il rinnovo dell’autorizzazione e l’ampliamento. Mi auguro che ci possa essere un confronto con la maggioranza sul tema della delocalizzazione di queste industrie, sia per venire incontro ai residenti, sia per rispettare le esigenze degli imprenditori che vogliono lavorare in modo tranquillo. Bisogna trovare un sito più idoneo per la Orim e le altre industrie insalubri di classe 1″.


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