Se il parroco è in ferie…
il feretro può attendere
JESI
In tempo di ferie anche la morte può attendere. Anzi, deve. In una Jesi semideserta per celebrare un funerale s’è dovuto aspettare un’ora e mezza prima di rassegnarsi e passare al “piano B”, ovvero cambiare parrocchia.
Il feretro di una novantenne jesina, deceduta pochi giorni prima alla Casa di riposo, arriva puntuale sul sagrato della chiesa di San Massimiliano Kolbe, seguito dal corteo in nero di familiari e parenti in lacrime. Arriva anche uno dei frati di San Francesco d’Assisi, incaricato dal parroco don Gianfranco Rossetti (che al momento si trovava in vacanza in Valtellina) di celebrare la cerimonia funebre al suo posto. Ma la chiesa è chiusa.
Chiuso anche l’ufficio del parroco, la sagrestia dove sono custoditi i paramenti sacri e il necessario per celebrare la funzione. Attesa sotto il sole cocente, che ben presto si trasforma in nervosismo. Il sacrestano non si trova. Finché i parenti non decidono di cambiare chiesa. Il feretro viene trasportato alla parrocchia di San Francesco d’Assisi, dove non sono in programma cerimonie e c’è la disponibilità dei frati reggenti a ospitare la cerimonia funebre.