I registri per figli degli immigrati e coppie di fatto arrivano in Consiglio

CIVITANOVA - L'assessore Sglavo proporrà l'ampliamento dei requisiti per la cittadinanza agli stranieri

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L’assessore Antonella Sglavo

di Laura Boccanera

“Con la delibera che proporremo nel prossimo consiglio chiediamo l’ampliamento dei requisiti di concessione della cittadinanza italiana, basandoci sul principio dello ius soli in sostituzione dello ius sanguinis per i minori stranieri” (leggi l’articolo). Introduce così il tema che segnerà il consiglio comunale di domani sera Antonella Sglavo, assessore ai servizi sociali. Gli stranieri residenti a Civitanova sono 3988, di cui 764 minori. Di questi ultimi, 307 sono nati a Civitanova e  329 in altre città d’Italia. “Con lo ius soli è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dal genitore. Il tutto aiuterebbe a rafforzare e ad auspicare un concreto e necessario processo di integrazione – spiega la Sglavo – come assessore ai Servizi sociali, a Civitanova intendo diffondere una campagna di sensibilizzazione a riguardo a partire dalle scuole. Bisogna aver rispetto e aprirsi a culture e origini diverse dalle proprie. Credo che sia un processo culturale formativo ed educativo per le nuove generazioni. Ci sono ancora, purtroppo, pregiudizi da arginare il più possibile. Sia dei nostri ragazzi, nei confronti dei loro coetanei stranieri, sia di questi ultimi nei confronti dei loro coetanei italiani. Anche il registro delle coppie di fatto a mio avviso è un valido strumento un primo segnale per auspicare un riconoscimento giuridico nazionale a tutti gli effetti per le unioni affettive sempre più diffuse che non si inseriscono nell’ istituto giuridico tradizionale del matrimonio. Come nel capoluogo lombardo, anche a Civitanova questo registro potrebbe avere la sua indiscussa utilità, visto che permetterebbe alle unioni civili il riconoscimento e la tutela giuridica in alcune aree tematiche: casa, sanità e servizi sociali, educativi, diritti di partecipazione e trasporti. Ne resterebbero escluse la possibilità di ereditare e le pensioni di reversibilità che solo un intervento normativo a livello nazionale può garantire. L’apertura culturale, etica e civile verso questi nuovi strumenti al passo coi tempi, abbattendo ogni nostro naturale ma limitato pregiudizio, ci aiuterebbe in una sola parola a diventare persone migliori”.


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