Il Tar ferma la superstrada
Carla Torquati si riprende il suo terreno

MUCCIA - Le opere propedeutiche alla costruzione e recinzione iniziate in questi giorni dovranno essere rimosse. Si concretizza l'ipotesi di una richiesta di risarcimento
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Carla Torquati Paparelli

di Monia Orazi

La superstrada s’ha da fermare almeno fino al prossimo ottobre. Carla Torquati si aggiudica a sorpresa, grazie al ricorso al Tar, il secondo round dopo l’esproprio avvenuto martedì scorso. I giudici hanno ritenuto che la Quadrilatero non avrebbe dovuto procedere all’operazione esecutiva di due giorni fa. Il terreno dovrà essere restituito in toto e nelle condizioni in cui si trovava prima di martedì mattina a Camillo Paparelli, figlio della donna e proprietario del maneggio a Giove di Muccia, quando uno spiegamento di forze dell’ordine aveva permesso l’ingresso dei dipendenti della Fincosit, per realizzare il viadotto di collegamento della superstrada 77 (leggi l’articolo). Il blitz della Valdichienti due giorni prima dell’udienza non è piaciuto ai giudici. Ora le prime opere, propedeutiche alla posa del cantiere e la recinzione dovranno essere completamente smantellate, i cavalli potranno tornare a casa e il terreno resterà a disposizione del centro ippico almeno fino al 25 ottobre quando i giudici del Tar si pronunceranno sul merito della questione. Il colpo di scena rischia di far slittare il completamento dei lavori dell’opera, che dovrebbe essere terminata entro il 2013, con la probabilità che la signora chieda un risarcimento, tramite il suo pool di avvocati. Prende così anche forza la denuncia della Torquati contro i dipendenti della Valdichienti presentata in Procura il giorno dopo l’esproprio chiedendo la rimozione forzata dei mezzi introdotti sulla sua proprietà. La stima peritale del valore della zona del maneggio si aggirerebbe intorno a 800 mila euro, mentre l’indennizzo offerto dalla Quadrilatero si aggirava sui 250 mila euro. La richiesta avanzata dalla Torquati sarebbe stata di qualche milione di euro. L’accordo in merito alla somma da incamerare per l’esproprio é ancora lontano e ci saranno sicuramente nuove puntate di quella che si può intitolare la “saga” della superstrada.



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