La vecchiaia nella poesia universale
in un recital di Alessandro Quasimodo

URBISAGLIA - Lo spettacolo sarà ospitato dal teatro romano

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Paola Ciccioli e Alessandro Quasimodo

di Paola Ciccioli

La prima volta di Alessandro Quasimodo a Urbisaglia è stata il 12 febbraio di due anni fa. Ricordo la data perché quel giorno mia sorella Maura compiva sessant’anni e io, con l’aiuto di nostro fratello e dei suoi amici, le avevo regalato un recital di Alessandro. Una lettura poetica familiare, riservata. Da poco avevo saputo che Maura nutre un privatissimo desiderio legato alla poesia “Ed è subito sera” di Salvatore Quasimodo e, visto che da anni lavoro gomito a gomito con il figlio del premio Nobel, quale migliore occasione per fargliela ascoltare che portarle a domicilio la voce di chi la recita in tutti i teatri del mondo? Una voce sublime, quella di Alessandro. Anche quando mi chiama al telefono, «Pronto, Paola», sembra che sia all’incipit di qualche verso celebre. La cambia, la stravolge, soltanto quando è preda di qualche accesso di collera, un tratto, questo, che lo accomuna al padre Salvatore, del quale mi ha raccontato ogni sfumatura caratteriale. Non a caso il libro che stiamo scrivendo si intitolerà “Assolo sul padre”, una lunga narrazione quasi teatrale che attraversa un secolo della storia culturale italiana. Per me, accostarmi a lui è stato come entrare dentro un’enciclopedia vivente, all’interno di uno scrigno che custodisce le testimonianze dei protagonisti delle mie letture e della mia passione per la poesia.
Ed ecco che domenica 15 luglio un qualcosa che è perfino riduttivo definire sogno si materializza. Alle 19 Alessandro Quasimodo prenderà il microfono e leggerà, guai a usare il verbo “declamare”, le poesie sulla vecchiaia che abbiamo messo insieme nel soggiorno della sua casa milanese, scegliendo, scartando, verificando, tagliando e cucendo il copione. Ho imparato strada facendo quanto siano state importanti alcune grandi vecchie, per lui. Emma Grammatica e Teresa Franchini, tanto per citare i nomi delle due attrici che lo hanno incoraggiato a seguire la vocazione per il palcoscenico. Per quanto mi riguarda, già da qualche tempo raccolgo a Urbisaglia le storie degli ultraottantenni del paese in cui sono nata. Celebrità e anonimato si sono fusi dunque dentro le nostre sensibilità e ideare e proporre al comune di Urbisaglia un recital sulla vecchiaia nella poesia universale è stato un approdo naturale. Da Omero a Edgar Lee Masters, dall’Antologia Palatina tradotta da Salvatore Quasimodo a Pier Paolo Pasolini. Da Cicerone, Petrarca, Leopardi fino alla Nobel polacca Wislawa Szymborska.
E’ stato il sindaco di Urbisaglia Roberto Broccolo a scegliere il teatro romano come luogo ideale per lo spettacolo. In mezzo a quelle pietre e alle querce che le circondano ho trascorso la mia infanzia e in questi giorni di emozionata (e faticosa) preparazione mi sono tornati davanti agli occhi i tanti pomeriggi trascorsi lì da bambina con la mia amica Marina Severini. Che privilegio tornarci adesso con il bagaglio della consapevolezza, sottobraccio a un così grande e prezioso compagno di strada.


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