L’esproprio del campetto di via Cioci finisce alla Corte di Strasburgo

MACERATA - L'iter giudiziario, iniziato nel 1992, si è concluso con l'obbligo per lo stato italiano di risarcire, con quasi mezzo milione di euro, i proprietari della terra espropriata a suo tempo dalla Provincia
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L’avvocato Renato Perticarari

Nel giugno 1988 la Provincia procede all’occupazione d’urgenza di un’area di circa  5.000 metri quadri in via Cioci, per realizzarvi il campo sportivo a servizio del plesso scolastico dell’Istituto per Geometri. Nel 1992, dopo che il campo sportivo ed il plesso scolastico erano stati nel frattempo realizzati, ma senza che ancora fosse stato emesso il necessario decreto di espropriazione per pubblica utilità, i proprietari iniziavano una causa per vedersi riconosciuto il dovuto per la perdita del loro bene a seguito di quello che viene comunemente chiamato “espropriazione indiretta” o “occupazione acquisitiva”.
E’ questa la genesi di un caso giudiziario durato 20 anni, e che dalle aule di tribunale italiane si è spostato fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Andiamo con ordine: nel 2007  il Tribunale di Macerata condanna la Provincia a versare un risarcimento di circa 100.000 euro per i proprietari del terreno espropriato e su cui l’opera era stata realizzata senza che fosse ultimata la regolare procedura amministrativa. Proprio per questo motivo l’avvocato Renato Perticarari, nel 2001, aveva già presentato per conto dei proprietari un giudizio a Strasburgo dinanzi alla Corte Europea contro lo Stato Italiano, per via della normativa sulla occupazione acquisitiva in contrasto – secondo il legale – con il primo protocollo della Convenzione per i diritti dell’Uomo.
Una tesi accolta nell’assise europea, dove lo Stato è stato condannato a versare 454.000 euro di risarcimento ai proprietari, oltre ai danni morali ed agli interessi, che fanno lievitare la somma a circa mezzo milione di euro.
Una sentenza dirompente, che potrebbe aprire la strada ad una cascata di ricorsi, visto che il caso di un’opera pubblica realizzata prima che l’iter amministrativo dell’espropriazione per pubblica utilità venga completato è quasi la norma più che l’eccezione. 

(f.c.)



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