Non c’è il divieto ma il cane resta fuori

LA PROTESTA - Una nostra lettrice lamenta il comportamento del personale di un negozio
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cocker

La cockerina Nina

 

Dalla nostra lettrice Maria Colcerasa riceviamo:

«Sabato pomeriggio. Ore 18.45. Entro in un negozio outlet in via Cluentina a Piediripa, mio marito mi segue con Nina al guinzaglio. Prima che una commessa mi mostri la merce richiesta, l’altra mi  dice che il cane (una cockerina che porto con me in tutti i negozi, non di alimentari, e anche in albergo o al ristorante) può entrare solo se tenuto in braccio. Ora, mai mi permetterei di fare entrare il mio cane in luoghi pubblici se non fossi sicura del suo comportamento: non darmi credito di ciò è offensivo. Dico allora che non ho più voglia di fare acquisti e la commessa mi dà dell’esagerata, spiegando che si tratta di una disposizione del titolare. Faccio notare che i cani oggi sono accettati ovunque (all’estero già da molto tempo), specialmente in mancanza di cartello di divieto, che nel negozio non c’è o non è visibile. Aggiungo che ormai si tratta di un dato acquisito per la società civile. Al che la commessa ribatte: “L’incivile, signora, è lei”. Beh, l’ingiuria francamente non me l’aspettavo. Possessori e amanti dei cani sono avvisati».



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