Il Matelica riparte da Spuri Forotti
Canil: “I play off nel nostro mirino”

L'INTERVISTA - Il presidente della formazione biancorossa parla a 360° della squadra che sta costruendo per il prossimo campionato d'Eccellenza
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Fede-e-Canil

Il presidente del Matelica Mauro Canil in compagnia di bomber Francesco Fede

di Sara Santacchi

A poco meno di un mese dalla vittoria del campionato di Promozione, del girone A, in casa del Matelica iniziano a bollire in pentola le prime trattative, i primi progetti e, ovviamente, le prime novità. Prima tra tutte, anche se in questo caso sarebbe meglio parlare di conferme, la panchina che, per il prossimo torneo di Eccellenza, sarà riaffidata al tecnico Nicola Spuri Forotti, allenatore del Matelica dallo scorso dicembre e protagonista della rimonta e della finale appassionante vittoria del campionato della squadra del presidente Canil.

Presidente, iniziamo proprio da questa prima notizia ufficiale…
« Si, la riconferma dell’allenatore Spuri Forotti rappresenta, senza dubbio, un apprezzamento per il suo operato. A dire il vero, però, ci sarà anche una novità. Quest’anno, infatti, sarà affiancato da Fabio Carucci, allenatore per tre anni consecutivi della Juniores, che farà da allenatore in seconda. Ha fatto molto bene in questi anni ottenendo dei buoni risultati, quindi, diciamo che dopo questa gavetta ci è sembrato giusto premiarlo con un progetto più alto e ambizioso».

Quali altre novità è in grado di anticipare?
« Mah, di nuovo concretamente non c’è ancora nulla. C’è l’intenzione di arricchire la rosa, sicuramente, con un paio di difensori, un centrocampista e due punte. L’intento è quello di fare una buona squadra per disputare al meglio un buon campionato, quindi, la società intende muoversi nel miglior modo possibile».

Un buon campionato, si vuole sbilanciare sugli obiettivi?
« Beh, l’obiettivo sarebbe quello di arrivare ai play off ».

L’Eccellenza è a un livello sicuramente più alto. Si parla di un calcio più impegnativo anche per i giocatori…
« Certo, ovviamente servono giocatori con caratteristiche diverse e tecnicamente più forti e preparati, ma prima di tutto per me è importante il discorso umano. Ragazzi forti, ma senza testa, nel Matelica non giocano. È basilare che non ci siano singoli, che tutti siano in grado di fare gruppo ed essere una squadra. Prima di guardare il giocatore io guardo l’uomo. Per questo non confermeremo un componente importante, ma non mi chieda chi perché non farò nomi».

Allora, un’ultima domanda: quali progetti ha in serbo il Matelica?
« Beh, in primis quello di coinvolgere tutti. Sono due anni che facciamo la presentazione della squadra al centro della città. Ecco, anche se non si tratta di una realtà grandissima, il nostro primo obiettivo è quello di fare in modo che vi sia una partecipazione sempre più crescente da parte del pubblico, allo stadio e fuori. I primi riscontri si stanno vedendo, ma siamo solo all’inizio. Si tratta di un progetto a 360 gradi. Adesso intendiamo partire con un’altra squadra di Terza categoria per tenere in campo tutti: giocatori un po’ più “anziani”, ragazzi che per una serie di motivi non possono militare in categorie superiori ecc. Stiamo, inoltre, valutando se costruire un Fabiani Matelica in grado di lottare sin da subito per il salto in Prima categoria».



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