Omicidio di Cingoli: per la Cassazione
l’arresto di Melania Bolognini era legittimo

La donna era finita in carcere per favoreggiamento il 29 ottobre scorso, ma il Gip non aveva convalidato la misura cautelare

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Il luogo del ritrovanto dei due cadaveri a Cingoli (foto Picchio)

Si complica la posizione di Melania Bolognini, implicata nel duplice omicidio di Inani Youness e Abbouli Hassan avvenuto a Cingoli la sera del 25 maggio 2011. La Suprema Corte di Cassazione, Sezione Sesta Penale, si è infatti pronunciata in merito all’arresto della donna, operato il 29 ottobre 2011 dal Nucleo Operativo Radiomobile insieme al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei carabinieri di Macerata per il reato di favoreggiamento personale in flagranza. La Bolognini ha sempre negato un suo coinvolgimento nella vicenda, pur essendo la fidanzata di Alex Lombardi, anch’egli indagato nella vicenda  nel duplice omicidio. Dopo 4 giorni di reclusione nel carcere di Camerino, il 2 novembre 2011, il Gip della Convalida si pronunciò sulla legittimità della misura cautelare inflitta alla donna dai carabinieri e dal pubblico ministero titolare dell’indagine, non convalidando l’arresto. Secondo il giudice, infatti, non c’erano stati i presupposti per poterla arrestare ed il reato non c’era. La procura della Repubblica di Macerata ha presentato immediatamente ricorso alla Cassazione per erronea motivazione fatta dal giudice e la Suprema Corte “ha ritenute fondate le doglianze” della magistratura di Macerata ed ha “annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata e dichiarato legittimo l’arresto in flagranza”. “L’annullamento”, sentenzia la Cassazione, “si dispone senza rinvio poiché ha ad oggetto una fase ormai perenta, ma è finalizzato alla sola definizione della correttezza dell’operato della Polizia Giudiziaria” – Carabinieri. Ne consegue la legittimità dell’arresto”.

(redazione CM)


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