Marinelli, il più votato del centrodestra:
“Non è più tempo di partiti”

CIVITANOVA - L'ex sindaco analizza il voto: "Hanno vinto le liste civiche come la nostra"

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L'ex sindaco di Civitanova Erminio Marinelli

 

di Laura Boccanera

Rispetto al 2007 ha perso più di 600 voti, ma Erminio Marinelli è il secondo più votato per il consiglio comunale di Civitanova, il primo del centrodestra. Il record di oltre 1000 preferenze di 5 anni fa è lontano, ma la politica cambia e in una fase in cui il centrodestra nazionale non gode di buona fama, l’ex sindaco di Civitanova mantiene il suo appeal sui civitanovesi. E a qualche giorno dal voto analizza il risultato: “Secondo me sono quattro le cose su cui riflettere – dice – dei 31mila elettori 12mila non hanno votato. È spaventoso. Poi c’è la caduta dei partiti tradizionali, dal Pdl al Pd passando per Udc e Idv. Nessuno escluso. L’effetto o meglio la causa di questo fatto è l’ottimo risultato delle civiche: dai grillini alla mia. La mia lista civica è alla quarta campagna e ha confermato il 12% dei consensi. Numeri ottimi insieme ai miei che sono il più votato del centrodestra. Ultimo elemento è proprio la tenuta del centrodestra civitanovese rispetto al quadro nazionale (quarto miglior risultato in Italia). Segno dell’apprezzamento per l’amministrazione di questi anni. Qui siamo avanti di 2 punti percentuali sul centrosinistra (quattrocento voti). Se i nostri elettori torneranno a votare vinceremo.

Appena 12 i voti di scarto fra Mobili e Corvatta (leggi l’articolo). La partita si gioca sui voti dei grillini, molti di centrodestra hanno votato la Emiliozzi, come recuperare quell’elettorato deluso e arrabbiato?
“Lei dice che sono elettori di centrodestra? Io credo siano trasversali. Il loro di sicuro non è un voto di protesta ma una politica diversa vera e condivisa dai cittadini. Al ballottaggio forse si asterranno o forse si schiereranno. Di sicuro chi pensa di agganciarli dicendo di essere nuovo alla politica come Corvatta nasconde di esser stato candidato alle Regionali e di essere circondato da Silenzi, Costamagna, Recchioni, Regini e compagnia bella. Io non vedo il grillismo come un fenomeno sporadico. Spesso alle elezioni ci sono degli exploit che poi si disperdono in poco tempo. Chi ne sottovaluta la portata non si rende conto che la loro presenza è molto positiva e può permettere alla politica di migliorare e di rimettersi in sintonia con il Paese”.

La composizione del consiglio ha lasciato perplessi coloro che si aspettavano le novità. Si prefigura un consiglio con Costamagna, Silenzi, ma anche Carassai, Marzetti… politici di lungo corso. Tutti parlavano di giovani liste e poi ad essere eletti sono i “vecchi” della politica, che ne pensa?
“I giovani candidati c’erano ma non sono stati i più votati. Sono sincero, ho faticato molto a trovare ragazzi da mettere in lista. Complimenti a chi ci ha messo la faccia. I partiti al contrario delle civiche invece hanno scelto più ‘baroni’. Poi le preferenze sono andate a chi ha più contatti e conoscenze. È normale. I ‘nuovi’ politici non nascono tutti insieme, ogni volta se ne devono innestare due o tre. Il nostro compito è quello di farli crescere”.

Apparentamenti ci saranno? Che campagna elettorale sarà? Come vi rivolgerete all’elettorato dell’Udc e della Cellini?
“Io mi auguro che quelli che sono stati nostri alleati storici capiscano la necessità di rimanere con i moderati per non fermare lo sviluppo della città. L’Udc e il terzo Polo non possono andare con l’estrema sinistra che riporterebbe Civitanova agli anni ’80, quando sono arrivato io, con le autobotti e senza opere pubbliche, cultura e turismo. Corvatta non è il nuovo, lo ripeto, è solo il contrario di quello che abbiamo fatto in questi anni. Tutti devono tornare a votare e scongiurare la politica del no incondizionato, la Moschea, il ritorno al passato”.


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