Lambertucci “ambasciatore” maceratese a washington

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lambertucci-6   lambertucci-5   lambertucci-4   lambertucci-3   lambertucci-2  L’avventura di Ulderico Lambertucci, il maratoneta dei record, arrivato da Santa Monica a  New York  in 63 giorni, non si è ancora conclusa. Il treiese, ancora negli States insieme al suo staff, è stato infatti ricevuto all’ambasciata italiana a Washington e ha preparato la maratona “Memorial Walk” che si è svolta ieri notte  insieme a 50 maratoneti newyorchesi e  italoamericani. E’ Michele, uno dei componenti del gruppo, a raccontare queste intense giornate. 
«No, non siamo ancora stati divorati dal vortice della città di New York !! Tanti giorni ormai son passati dal nostro arrivo a Central Park. Giorni trascorsi in modo differente da ognuno di noi. Chi a girare come un forsennato alla scoperta della Grande Mela, chi invece a cercare di recuperare le forze spese nel viaggio quasi semi rifugiato in New Jersey.
Ovviamente è Ulderico che corrisponde alla prima classificazione di azione anche perché se dopo 63 giorni di marcia inarrestabile si fosse fermato tutto di un colpo, i suoi muscoli non si sa come avrebbero risposto. A livello mentale poi sarebbe completamente impazzito !!! Quindi già dal mattino presto corsetta di un’ora, per poi partire con il fedele Mario con il quale hanno veramente percorso decine e decine di km. Ulderico un giorno, per gioco ha indossato l’orologio Gps che lo accompagnato in ogni istante del suo cammino. Bene, a fine serata segnava 33 km !!! Si, km di Avenue e Street a Manhattan e dintorni. Come treni e metropolitane per raggiungere l’isola. Sono coraggiosi !!
Per me e Ferdinando invece i ritmi sono stati diversi. Anche noi comunque abbiamo accarezzato la città ma in modo molto più blando. Il mio personale limite di resistenza non al cammino ma alla sopportazione del “fermento” della città è molto più basso di altri evidentemente. Scrivo che la città di New York può attirare e respingere in maniera molto marcata coloro che la incontrano per la prima volta. Sicuramente una sensazione da provare almeno una volta nella vita. E’ una città veramente aperta a tutti e il forte ed intenso abbraccio che da lei si riceve già dal primo istante, può appunto essere accolto all’istante, accolto con riserbo o addirittura respinto. Da provare perciò sulla propria pelle.
Domenica 22 siamo stati raggiunti direttamente dall’Italia, da un gruppo di parenti e amici. Fa piacere incontrare facce amiche direttamente dalla nostra terra.
Camminate più o meno intense quindi, qualche museo e riposo. Nel corso del tempo comunque un continuo lavoro per l’organizzazione di quella che sarà la conclusione di questa avventura. Siamo in dirittura finale per la realizzazione di un cammino alla memoria. Il “Memorial Walk”. Come già accennato sarà domani 28 aprile. Non partiremo da Central Park come preventivato ma da Battery Park (Sud Manahattan) per questioni logistiche. Approderemo poi al nuovo monumento della memoria da poco realizzato a Ground Zero per ritornare di seguito al Battery. I dettagli, nel racconto della giornata di sabato!!
Martedì mattina abbiamo definitivamente abbandonato quella che è stata per quasi 3 mesi la nostra casa. Il mitico camper !! Da lì il trasferimento in albergo dove abbiamo raggiunto il resto della comitiva in un albergo nei pressi di Times Square.
Di mattina presto del mercoledì partenza per un mini tour che ci ha accompagnato sino a Philadelphia.
Poi a Lancaster per una visita ad uno dei villaggi Amish della Pennsylavania assaporando in carrozza l’antico ma per loro presente “ritmo” d’esistenza.
Infine Washington raggiunta a notte. Il mattino successivo, giovedì, noi 4 della missione, ci stacchiamo dal gruppo per raggiungere l’ambasciata Italiana nella capitale. Abbiamo un appuntamento in quanto i nostri connazionali che rappresentano la nazione, sembrano interessati al racconto della nostra storia. Siamo ricevuti dal responsabile Accoglienza Nicolò Fontana. Incontro conviviale, regaliamo alcuni libri e cd del nostro territorio raccontando la nostra esperienza. Anche lui è un maratoneta e trova pane per i suoi denti. Grande fermento all’interno dei locali dell’ambasciata. Da lì a 2 ore, tornerà l’ambasciatore accompagnato dal Ministro dell’interno Americano. Per questa ragione non riusciremo ad incontrarlo. Ci giunge voce che sarebbe stato felice di incontrarci. Voleva dare a noi la priorità ma invece poi… ha scelto il ministro. Sto scherzando ovviamente.
A metà mattina ci riuniamo al gruppo. Classico giro della capitale con i suoi monumenti e mausolei, la Casa Bianca e Campidoglio (da fuori ovviamente!!) Si ritornerà a sera in quel di New York.
Domani quindi, il “Memorial Walk”. Quanti saremo a partecipare? Il numero è ancora incerto ma non sarà di certo il numero a fare l’evento. Sapere di essere riusciti ad organizzare un cammino “riconosciuto” all’interno di una delle città più controllate e complesse del mondo in pochissimi giorni, è già un miracolo. Questo grazie alla sinergia di più persone che si sono a prese a cuore la nostra iniziativa. Dal CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’estero), al Consolato generale, dal gruppo giovani del COMITES alla NYPD (New York Police Department). A tutte queste persone, un grazie personale di cuore da parte di tutti noi».


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