Assemblea dell’UPI all’Abbadia di Fiastra
Il tema che il direttivo dell’Unione aveva posto a base dei lavori era “il ruolo delle Province nel riordino del sistema istituzionale locale”
Per quanto riguarda le autonomie locali l’Italia è in controtendenza rispetto all’Europa; infatti, mentre in altri Paesi dell’Unione il loro ruolo viene ampliato e valorizzato, dentro i nostri confini nazionali lo si comprime. Questa la constatazione che è emersa nell’assemblea dell’Unione delle Province marchigiane che si è svolta ad Abbadia di Fiastra. Il tema che il direttivo dell’Unione aveva posto a base dei lavori era “il ruolo delle Province nel riordino del sistema istituzionale locale”. Un tema che ha permesso di sviluppare un ampio dibattito con l’intervento di numerosi amministratori provinciali di tutte le realtà marchigiane e di vari schieramenti politici. Gli aspetti costituzionali sono stati tracciati da Alessandro Sterpa, ricercatore di istituzioni di diritto pubblico aLa Sapienza di Roma.
Inevitabile i riferimenti all’art. 23 del decreto “Salva Italia” e al conseguente disegno di legge attualmente in discussione sul riordino delle funzioni delle Province e sul loro nuovo sistema di elettorale “secondo livello”, cioè con amministratori non più eletti direttamente dai cittadini.
Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e vice presidente dell’Unione delle Province d’Italia si è posto la domanda: “…risponde effettivamente ai bisogni dell’Italia e dei cittadini questa riforma?”. La risposta dello stesso Saitta, e poi anche tutti gli altri intervenuti, è stata che un argomento serissimo e vitale per lo Stato viene affrontato dal Governo in un modo superficiale e sbrigativo, senza guardare alle conseguenze.
Patrizia Casagrande, presidente della Provincia di Ancona e dell’Upi Marche ha parlato di “confusione demagogica e mediatica”. “Si è indotto gli italiani a pensare – ha proseguito – che se le Province spendono 12 miliardi l’anno vuol dire che costano ai cittadini 12 miliardi. Affezionati al feticcio dell’inutilità delle Province, si è ormai convinti che sia possibile, indolore e gratuito traslare le funzioni delle Province ai Comuni e alle Regioni”.
Il presidente della Provincia di Pesaro, Matteo Ricci, ha ricordato che ci sono funzioni che solo le Province possono svolgere sul territorio. Tra queste ha ricordato le politiche attive per il lavoro, la viabilità, il coordinamento della protezione civile, come dimostrato dal “nevone” dello scorso febbraio. La sfida che ci attende – ha detto Ricci – è “fare meglio con meno”.
Di assurdo “depotenziamento” delle Province ha parlato il presidente fermano, Cesetti, per il quale è un grave errore quello di eliminare l’elezione diretta del presidente e del Consiglio provinciale.
Un aspetto, quest’ultimo, ripreso anche da Antonio Pettinari che, quale presidente della Provincia ospitante, ha coordinato e concluso i lavori. “La nostra non è un’autodifesa – ha iniziato Pettinari – ma una battaglia di democrazia a favore di tutti i cittadini. Agli errori del sistema politico che ha portato al sentimento dell’antipolitica si è voluto rispondere dando le Province in pasto all’opinione pubblica. Prima annunciandone la soppressione; poi, accortisi chela Costituzionenon lo consente, travolgendone ruolo e funzione. Quindi, oltre al danno anche la beffa, con l’elezione indiretta degli organi. Un errore enorme quest’ultimo – ha proseguito Pettinari – in quanto eliminando il rapporto tra cittadino ed eletto si toglie autorevolezza all’ente locale e si vanno ad accentuare le divisioni ed il campanilismo. Se ad amministrare le Province dovessero essere – come proposto dal Governo – alcuni Sindaci dei Comuni compresi nel territorio provinciale sarà difficile immaginare un Ente capace di guardare allo sviluppo omogeneo di tutto il territorio, senza favorire un ‘campanile’ rispetto ad un altro. La riforma in discussione – ha concluso Pettinari – appare non solo incerta e confusa, ma anche demagogica e contraria agli interessi si sviluppo dei territori. E non ci può essere sviluppo dell’Italia se non c’è sviluppo nelle comunità locali”.
Ai lavori hanno presenziato anche il nuovo prefetto di Macerata, Pietro Giardina e l’assessore regionale agli enti locali, Antonio Canzian. Il saluto dei sindaci del territorio è stato portato da Roberto Broccolo, primo cittadino di Urbisaglia.