Mister Tassi racconta l’annata
dei Giovanissimi della Recanatese

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I Giovanissimi della Recanatese

Abbiamo scambiato quattro battute con l’allenatore dei Giovanissimi (ragazzi nati nel 1997) della Recanatese, Samuele Tassi, 36 anni, di Chiesanuova di Treia anche se ora vive a Grottaccia, una frazione di Cingoli.

Tassi, ci parli della sua esperienza a Recanati.
Ho allenato due anni una squadra di ragazzi a Chiesanuova e da quattro alleno a Recanati la categoria Giovanissimi, il primo anno la fascia provinciale e negli ultimi tre quella regionale. A Recanati mi sono trovato bene fin da subito, non ho vergogna nell’ammettere che all’inizio avevo qualche dubbio sul mio inserimento visto che provenivo da una realtà diversa da Recanati. A distanza di tempo, vedendo l’ottima relazione instaurata con giocatori, dirigenti, collaboratori e genitori, posso dire di essere orgoglioso di fare parte di questa realtà nella quale mi sono inserito a meraviglia.

Com’è composto il suo staff?
Da quest’anno ho un collaboratore che si chiama Andrea Zandri, come accompagnatore c’è Carlo Bertini che ho trovato al mio arrivo a Recanati.

Quali aspetti cura negli allenamenti?
Nella settimana tipo, prendo spunto da un aspetto che è emerso nella partita precedente in cui siamo stati carenti e cerco di focalizzarmi nel lavorare per migliorare l’aspetto in questione.

Che modulo predilige?
Nella prima fase del campionato siamo scesi in campo con il 4-2-3-1, nella fase regionale, che è senz’altro più ardua delle prima, siamo passati ad un 4-4-2 che a volte diventava un 4-3-3. In generale non utilizzo un modulo standard anche perché cambiare schema può essere incentivante per i ragazzi. Ad esempio nell’ultima partita ho utilizzato un 4-5-1, molto dipende dalle condizioni della mia squadra e dalla difficoltà del match.

Che obiettivi le ha chiesto la società?
L’obiettivo principale è stato sempre quello della crescita dei ragazzi, i risultati e la classifica passano in secondo piano. L’aspetto comportamentale conta molto e per me è stata un’enorme soddisfazione ottenere il primo posto nella classifica della Coppa Disciplina della provincia di Macerata ed il terzo posto tra tutte le squadre della categoria Giovanissimi dell’intera regione Marche, preceduti da due squadre che avevano vinto largamente i rispettivi gironi. Noi invece abbiamo ottenuto questo prestigioso riconoscimento di fair-play, dopo aver lottato fino all’ultima partita per la qualificazione alle fasi regionali, condizioni non ideali per non prendere ammonizioni o espulsioni.

Qual è il suo obiettivo personale?
Quando finisco la stagione e vedo all’ultimo allenamento tutti i ragazzi con cui ho iniziato il campionato, per me è un ottimo risultato. Vuol dire che hai mantenuto buoni rapporti con tutti, che hai lavorato bene e non ha perso dei ragazzi che sono oggettivamente in un’età molto critica.

Quali difficoltà incontra nel gestire un gruppo di ragazzi così giovani?
Senza dubbio 14-15 anni è un età che nasconde tante insidie, si passa dalle scuole medie alle superiori, si inizia a prendere il motorino, ci possono essere problemi a casa e gestire questi cambiamenti non è semplicissimo. L’aspetto umano è fondamentale per me, conta più della parte strettamente calcistica.

Quali sono i vantaggio di lavorare in una Scuola Calcio Qualificata come la Recanatese?
L’organizzazione è un grande valore aggiunto e la presenza di persone qualificate al tuo fianco fa il resto. Un aspetto da sottolineare per me è la grande collaborazione che esiste tra i vari allenatori e tutti gli addetti che lavorano per questa società. Ad esempio, quest’anno ho allenato un gruppo completamente nuovo per me e grazie ai consigli degli allenatori che negli anni precedenti hanno avuto alcuni dei miei giocatori, mi sono trovato avvantaggiato nella gestione del gruppo.



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