Riso alla Pannaggi
La ricetta che l'artista suggerì a Mario Buldorini della rinomata bottega "Da Ermete"
di Mario Monachesi
Nel novembre 1971 il grande Ivo Pannaggi, l’artista e architetto amico di Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla, dopo quarantaquattro anni, dalla Norvegia fa ritorno definitivo a Macerata, andando ad abitare, nella casa riacquistata che fu dei genitori, in Via Crescimbeni 68. Riabbracciato l’amico di sempre, Mario Buldorini, allora proprietario del rinomato negozio di alimentari in corso della Repubblica “Da Ermete” (dal nome di suo padre) non perde tempo a chiedergli un risottino in bianco, arricchito con l’aglietto fresco. Mario, del quale sono tuttora vive in città le vetrine, piene di gustosi piatti e confezionate con tutto il talento artistico che in lui (nel 1932 già confondatore del “Gruppo Boccioni”) non ha mai smesso di ardere, reinterpreta per l’amico il “riso in Cagnone”. La ricetta rivisitata vuole che si metta sui fornelli il riso, appena cotto, mischiandolo con uno sfritto di olio e aglio (al posto del burro). Una volta nel piatto, aggiungere prezzemolo tritato molto fino (al posto della salvia) e poi, a volontà, pecorino o parmigiano e se piace anche il peperoncino. Una vera squisitezza per chi ama la forza e la poesia dell’aglio. Ivo, che durante il suo soggiorno in Germania ha modo di conoscere anche Grozst e Otto Dicx, ne fu così entusiasta che la ricetta, almeno a Macerata, prese il suo nome. Ripresentatasi oggi tra i miei appunti (il risotto venne riproposto il 20 maggio 2001 all’ex Asilo Ricci al termine del “cammino colorato” da Madonna del Monte a Macerata organizzato dall’instancabile Silvio Craia e la sua “Amici a…” in occasione dei cento anni dalla nascita di Pannaggi), ho pensato bene di proporla nuovamente a lettori, amanti dell’arte e della cucina. Nuova vita dunque per il “riso alla Pannaggi” e anche (ne colgo l’occasione) per una sua semplice poesia (dopo il risotto un… contornino) sulle “origini maceratesi celebrate in versi”:
La famiglia paterna
ha origini da Gubbio.
La famiglia materna
viene da Macerata.
Però mamma e papà
sono nati a Macerata.
Dove sono nato anch’io.
La mia patria adorata.
Evviva Macerata.
(Ivo Pannaggi)
