Braccianti intossicati dall’Atlantis
Dubbi sull’incidente
MONTELUPONE - Bisognerà attendere l'esito delle indagini per capire se ci sia una responsabilità civile o penale
Stanno bene gli undici intossicati arrivati ieri pomeriggio (leggi l’articolo) all’ospedale di Civitanova a causa del contatto con l’Atlantis, il potente e irritante erbicida spruzzato da un trattore che stava lavorando il grano in un campo limitrofo a quello in cui lavoravano i braccianti. Lievi conseguenze respiratorie solo per uno degli stranieri, mentre gli altri in tarda serata sono stati dichiarati fuori pericolo. Rimane ancora invece da capire la ricostruzione dell’incidente e se di incidente si sia trattato dal momento che indiscrezioni lasciano intendere che il fatto fosse scaturito da un diverbio fra confinanti.
Gli undici agricoltori, tutti stranieri, erano arrivati ieri pomeriggio a Civitanova da Montelupone dove risiedono e lavorano presso un’azienda agricola che coltiva radicchio. Erano venuti a contatto con le sostanze tossiche se inalate del pesticida e all’inizio la mobilitazione da parte di Vigili del Fuoco, Arpam e Carabinieri è stata massima. Tutti trasferiti a Macerata i degenti che attendevano al pronto soccorso in codice verde e giallo e dirottate sul nosocomio maceratese anche le ambulanze in entrata. I Vigili del fuoco giunti con il nucleo speciale biologico e batteriologico ha decontaminato con la doccia campale tutti i lavoratori prima di permettere anche agli addetti ai lavori di avvicinarsi all’area. All’interno dell’ospedale tutti i medici e gli infermieri hanno osservato la massima allerta con mascherine e tute.
Bisognerà attendere ora l’esito delle indagini per capire se ci sia una responsabilità civile o penale.

Poveri noi !
A quelli che gli vengono i dubbi…..gli consiglio di farsi una doccia con L’atlantis……poi vediamo se ha dei dubbi…..
Forse interpreto male io, ma mi pare di avere capito che i dubbi degli inquirenti si riferiscano al fatto di stabilire se si sia trattato di colpa o dolo , quindi da codice civile o penale per l’untore dell’atlantis, visto che si parla di diverbio tra vicini.
Comunque il fatto è accaduto, ed ha poco di incidentale ( leggo che veniva sparso con un trattore, ma non è possibile,, occorre un mezzo apposito con cisterna e getti orientati a terra, con cabina chiusa per il conducente) . Se ci sono state quelle immissioni nocive nell’ambiente,che hanno provocato quel che hanno provocato, è solo ed esclusivamente perchè l’agricoltore in questione non ha osservato minimamente le norme sanitarie in materia. Per dare certi trattamenti alle colture occorre il patentino, almeno per i terzisti è così, e quindi chi lo dà è bene informato della pericolosità della sostanza chimica , degli accorgimenti e delle regole minime da rispettare :
va dato in ASSENZA TOTALE DI VENTO
AD ORARI POSSIBILI
A UNA DATA DISTANZA DI SICUREZZA DAGLI ABITATI , PERSONE, COSE E ANIMALI
L’ha dato , inopinatamente quindi questo signore, selvaggiamente, senza curarsi dei rischi ambientali e della salute di quei lavoratori che avrà visto stavano chini sul campo confinante . O civile o penale, non deve perciò restare impunito per il comportamento irresponsabile, con cui ha attentato alla vita di 11 persone, inquinato l’ambiente intorno, contaminato verdure fresche destinate a consumo immediato.
E ‘ ora di mettere anche un punto con questa agricoltura improntata a una logica ormai scaduta, sviluppatasi dal dopoguerra , cresciuta negli anni 70 nel mito della chimica ed oggi sostenuta fortemente dalla UE, che determina prezzo e mercato dei nostri cereali per farli confluire nel deprezzamento alla produzione del calderone europeo.
Questo sistema, l’intero processo di produzione agricolo fino alla conservazione del prodotto è ormai anche culturalmente superato , ma come diceva giustamente un commentatore sotto l’altro articolo, il 90 % degli agricoltori si avvale di questi metodi, incuranti per primo della loro salute e poi di tutto il resto ( e attenzione, l’economia non è un concetto slegato dalla realtà e da altre realtà , ma ha come principio quello dei vasi comunicanti e quindi tali comportamenti incivili e irresponsabili , hanno una prima ricaduta nel settore sanitario, quindi un costo per la sanità pubblica sotto forma di malattie professionali , pronto soccorso, medicinali ,diagnostica, ricoveri ) e perciò va riconvertito in gran fretta, nè più nè meno, anzi di più se possibile, di quello relativo ad interi settori industriali nell’era post industriale in cui siamo, sia per motivi economici che per l’impatto ambientale ,per la salute dell’uomo, degli animali, delle piante , dell’ecosistema in una parola.
La miope logica del profitto in questo settore , che va dal più modesto imprenditore agricolo, all’azienda chimica produttrice di tali sostanze pericolose , passando per gli agronomi , i consorzi agrari, le attività di stoccaggio dove il grano destinato ad alimentazione umana sotto forma di farine e i cereali in genere utilizzati anche come mangimi ricevono altri trattamenti nocivi, nei silos di raccolta i venditori di macchinari per l’agricoltura ,non è più sostenibile, va rottamata, considerato anche che organizzazioni mondiali per l’ambiente , da anni imputano a questo sistema di coltivazione spregiudicato nell’utilizzo di trattamenti chimici nocivi, il primo fattore d’inquinamento del pianeta.
Qui più che mai, va dato peso, rilevanza e tutela al concetto di benessere individuale e sociale – anche in ottica economica, visto che all’economia sono tutti sensibili – attraverso la politica, che dovrebbe giocare un ruolo fondamentale nella riconversione dal sistema c.d tradizionale ( tradizionale per me non è quella di cui stiamo parlando, non è il termine proprio, ma naturale, o biologico, ma dato che il linguaggio è una sola cosa col pensiero, il vocabolo esprime bene i temoi in cui siamo in sorte e cioè nel corto circuito tra concetto e parola, ,vuol, dire che la chimica per decenni si è presa il primato sulla natura ) al nuovo, ma la nostra , nazionale e locale, è latitante, lacunosa, tardiva.
Hai voglia il Presidente Spacca a promuovere il progetto ” attività longeva”: ad arrivarci!!
Hai voglia fare costosi spottoni con attori internazionali, che mostrano le felici colline marchigiane tappezzate di vasti campi di grano tutti di un verde univocamente intenso, segno dell’assenza per uccisione chimica di flora spontanea – papaveri, fiordalisi- e facendo una zoomata , senza più fauna tipica come fagiani, farfalle, insetti, uccelli, impollinatori e lucciole , le cui larve che vivono e svernano sotto terra, vengono soppresse in primavera. con una veloce passata di diserbo. Con tutto rispetto, non sappiamo che farcene di certi progetti , quando la nostra realtà quotidiana è altra cosa. da quell’idillio così descritto con la natura.
Uccisa anche la poesia.
La Regione Marche dia un segnale concreto verso i suoi abitanti e l’ambiente, faccia come ha fatto la Regione Toscana da tempo, legiferi, regolarizzi nero su bianco, la distanza minima dagli abitati, dai campi e dagli orti vicini, da persone e animali ,con la quale in campagna possano darsi i trattamenti chimici – diserbanti, pesticidi, fungicidi, antimuffe, trattamenti agli alberi da frutto, all’ulivo, concimi azotati- senza lasciare che a stabilirlo sia come è ora nella nostra regione la regola del buon senso , qundi affidando lo sventurato prossimo al buion senso dell’agricoltore, il quale, forse il Presidente Spacca non lo sa, l’unica regola che il vecchio contadino per ragioni ataviche, antropologiche, culturali conosce ed applica, che il suo buon senso gli detta, è quello di guadagnare sempre una fila di grano in più, arare e seminare fino alla sede stradale, sottrarre terreno al confinante quanto più si può, centimetro dopo centimetro, anno dopo anno. . E con ciò , con questi presupposti, deve quindi confrontarsi il proprio interesse personale alla salute, contro la ragione di dare dosi massicce di diserbante a pochi metri dalla tua porta di casa e sotto il tuo naso , perchè va dato altrimenti il grano è sporco , come dicono i coltivatori, cioè inframezzato di papaveri e avena
Siamo nel far west, senza tutela al diritto alla salute ( sulla quale ci hanno anche tassato i nostri governi) , alla libertà individuale di disporre del proprio domicilio, e godere dei propri beni ,perchè qualcun altro è lasciato abusare dei suoi diritti.
Come può uno scoglio arginare il mare, anche se non voglio, torno già a volare……
Come si può solo pensare di spargere veleni sui campi, schiacciando le libertà e i diritti altrui, adducendo che li si sta dando sulla propria proprietà, quando si stanno utilizzando sostanze volatili, a marzo, il mese più ventoso dell’anno , concomitante col periodo in cui si fanno i più potenti e dannosi trattamenti?
Se non fosse che è tutto vero, sembrerebbe un vagheggiamento degno da cortile dei vecchi manicomi. E’ stupidità, insensatezza, idiozia e ingordigia pura dell’uomo questa, dove ha la meglio sempre, il più prepotente, il più intrattabile, il più facoltoso.
La regione Toscana pone come limite di distanza minima di sicurezza dagli abitati, persone , animali , cose e colture, 30 metri , la regione Marche, come detto, affida tale limite al buon senso dell’agricoltore.
E si vedono gli effetti arbitrari infatti, non solo in questo accaduto riferito dalla cronaca, ma ogni giorno per un motivo o l’altro, per chi in campagna ha deciso di andare a vivere senza fare l’agricoltore, ogni giorno, da marzo ad ottobre, trasformando questo periodo , il più bello dell’anno, in un incubo, una schiavitù, un condizionamento alle proprie attività quotidiane, un attentato alla salute, un’aggressione continua e perpetrata , verso cui si è nudi e indifesi , perchè chi dovrebbe proteggerci, lo Stato e le sue derivazioni, Regione, Province e Comuni. o se ne frega o ignora o fa gli interessi sempre di qualcun altro.