“Dimenticato il museo di storia naturale”

MACERATA - I Consiglieri comunali della minoranza: "Indifferenza da parte dell'Amministrazione anche dopo una nostra interrogazione"
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Ingresso del museo di Storia Naturale

Ingresso del museo di Storia Naturale

Dai consiglieri comunali Fabio Massimo Conti (Lista Conti), Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel Cuore) riceviamo:

Il Museo di storia naturale di Macerata è oggetto di migliaia di visite durante l’anno, addirittura più di 10.000. Scolaresche, turisti, studiosi e studenti universitari si recano nei locali dello storico Palazzo Rossini Lucangeli dal 1993, per ammirare le 5 splendide sezioni di paleontologia, mineralogia, vertebrati, malacologia, entomologia. L’attività dell’Istituto risale però al 1973 anno in cui Romano Dezi cominciava a coniugare ricerca paleontologica a mostre  e interventi per le scuole. Il museo svolge un servizio importante sul territorio maceratese e a costi pressoché zero per le casse comunali. Eppure l’Assessore alla cultura non l’ha mai visitato, non ha idea di come per più di 30 anni, i volontari e curatori, Romano Dezi ed altri, prestino il loro servizio con generosità e competenza, con dedizione e passione. Nell’interrogazione presentata nell’ultimo Consiglio comunale dalla lista civica Macerata è nel cuore e Lista Conti Macerata vince si chiedeva all’Amministrazione il perché non fosse ancora stata data la giusta valorizzazione e promozione ad un Museo così attivo, perché avesse così trascurato, dal punto di vista gestionale, ovvero di pulizia degli spazi (solo a titolo esemplificativo da mesi fogliame accatastato sul giardino esterno deve essere portato via dagli operai del Comune) di cura delle collezioni, di affiancamento nella gestione, confidando esclusivamente sulla collaborazione di chi da anni presta gratuitamente il proprio lavoro e che si ritrova, come riconoscenza, la più totale indifferenza dell’Amministrazione.

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Da sinistra Francesca D'Alessandro, Fabio Massimo Conti e Fabrizio Nascinbeni

Si parla molto di rete museale, di sistemi culturali che diano l’opportunità di migliorare la fruizione delle risorse del nostro territorio, con la messa in rete dei servizi, con la promozione e la valorizzazione del patrimonio, ma se il Comune non ha la volontà neppure di riconoscere e dare un minimo di dignità a ciò che già esiste e funziona grazie alla generosità e al volontariato dei propri cittadini, la speranza di raggiungere più ambiziosi obiettivi culturali si riduce praticamente a zero.

Quanti cittadini sanno che esiste un museo di storia naturale a Macerata? Quanti, passando per Santa Maria della porta, sanno che c’è un palazzo storico cinquecentesco che ospita le collezioni sopra citate? E quanto dovremo aspettare per poter gustare di nuovo la bellezza della pinacoteca, il museo del Risorgimento, l’allestimento perenne della mostra su Padre Matteo Ricci? Palazzo Buonaccorsi, restaurato e restituito agli antichi splendori è ancora semivuoto. Sul ripristino dell’antico orologio della torre di Piazza della libertà nulla si sa. E’ ora che si passi dai proclami ai fatti,  dalle lamentele, per la mancanza di fondi, al lavoro che si potrebbe fare solo con un minimo di buona volontà e di buon senso. Il Museo di storia naturale insegna.



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