A rischio il risarcimento ai familiari di Andreea Cristina Marin

OMICIDIO DI PORTO POTENZA - Il padre di Capparucci revoca una donazione al figlio. L'appello dell'avvocato Valori: "Sembra una ritorsione. Pensi a tutti i soggetti coinvoltI"

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Mentre proseguono le indagini per chiarire tutti i particolari relativi all’uccisione della ballerina rumena Andreea Cristina Marin, massacrata sulla spiaggia di Porto Potenza Picena il 27 gennaio scorso, il collegio di difesa degli imputati sta acquisendo tutti gli elementi utili per alleggerire, per quanto possibile, la posizione dei loro assistiti. In primo piano c’è il problema del risarcimento danni alla famiglia della rumena in modo da anticipare la sentenza ed ottenere così i benefici di legge.

In tal senso nelle settimane scorse si era avviata una trattativa tra i difensori di Sebastian Capparucci, avv.Federico Valori e avv. Rossano Romagnoli, e l’avv.Sante Monti che tutela gli interessi della famiglia della vittima. La trattativa verteva sulla possibile cessione ai genitori della rumena di un appartamento (o del ricavato della sua vendita), sito in via Regina Margherita a Porto Potenza Picena, che a Sebastian Capparucci era stato donato dal padre adottivo, l’ortopedico Italo Capparucci. Analoga trattativa era in corso con i difensori degli altri imputati. E l’avv.Sante Monti aveva avviato la procedura per il sequestro conservativo sia dell’appartamento di Sebastian, che della pensione e dell’appartamento di Sandro Carelli, per un valore complessivo non superiore a 500.000 euro. Effettuando poi un doveroso controllo presso la Conservatoria del registro immobiliare si è scoperto che era stata trascritta l’azione giudiziaria promossa dal padre adottivo di Sebastian, il dott. Italo Capparucci, per chiedere la risoluzione della donazione dell’appartamento. Questo era possibile in quanto, trattandosi di una “donazione modale” il donatore trasferisce la proprietà ma gravandola di una obbligazione (come ad esempio potrebbe essere quella dell’assistenza per la vecchiaia). E’ sufficiente sostenere che questa obbligazione non viene osservata per chiedere la revoca.

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Andreea Christina Marin

A seguito di questa iniziativa l’avv.Valori ha fatto il seguente appello: “Non conosco il contenuto delle pretese giuridiche. Non appena avrò una copia dell’atto di citazione la valuterò ma da quel che conosco, al di là di ogni giudizio morale, che non mi compete, essa appare un atto di ritorsione nei confronti di Sebastian. Rivolgo tuttavia un appello al dott.Capparucci affinchè consideri gli eventi alla luce di un principio universale: quello della considerazione degli effetti del proprio contegno con riguardo a tutti i soggetti coinvolti, in particolare nei confronti di persone estranee alle vicende familiari antecedenti, e già colpite così profondamente nei loro affetti. Mi domando quale considerazione possano esse avere di una simile iniziativa che li pregiudica direttamente non solo materialmente ma moralmente per l’ulteriore scherno che esse sono costrette a subire. Questo appello da me pronunciato è pienamente condiviso da Sebastian Capparucci dal cui impulso poteva nascere ed è nata l’offerta”.


Dal canto suo l’avv.Sante Monti sostiene che non ci sono gli estremi per poter agire in giudizio nei confronti di Sebastian da parte del padre adottivo. Ha quindi annunciato la sua intenzione di intervenire nelle causa per sostenere che non c’è stata inadempienza nell’osservanza dell’obbligazione prevista dalla donazione.


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