Condannato per violenza sessuale
Una donna lo scagiona e il processo è da rifare
MORROVALLE - All'uomo era stato notificato l'avviso di chiusura indagini dopo 9 mesi. Al processo, non essendo riuscito a reperire testimoni a suo favore, gli era stata inflitta la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, ma una donna è disposta a testimoniare la sua innocenza e la Cassazione annulla la sentenza di appello
“No, lui è innocente. Ero presente e posso testimoniarlo”: il senso civico di una signora ha significato una svolta nella vicenda giudiziaria di un autista di autobus di linea che si è visto notificare l’atto di chiusura delle indagini con cui era accusato di violenza sessuale nei confronti di una 16enne dopo 9 mesi dall’episodio di cui non ricordava nulla, né era in condizioni di rintracciare i testimoni a sua difesa. Per questo capo di imputazione era stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione. Ma la tanto vituperata stampa a volte può diventare un’ancora di salvataggio. Infatti, la pubblicazione della notizia ha fatto sì che una signora, con alto senso civico, si è presentata ai difensori dell’autista (gli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni), dichiarando di essere stata presente all’episodio e che l’imputato era assolutamente innocente, cosa di cui era disposta a testimoniare.
Protagonista della vicenda il 63enne Giovanni Palmieri di Morrovalle, il quale era stato rinviato a giudizio sotto l’accusa di aver palpeggiato una studentessa colombiana di 16 anni mentre scendeva dal suo autobus al capolinea della stazione degli autobus in piazza Pizzarello di Macerata. Il processo a suo carico si apre con un incidente probatorio nel corso del quale quattro amiche della studentessa, che peraltro al momento dell’episodio si trovavano in posti diversi dell’autobus, fornivano una identica versione dei fatti. Senza testi a difesa inevitabile la condanna. E’ a questo punto che una cittadina si presenta dal difensore di Palmieri, l’avvocato Federico Valori, dichiarandosi disposta a testimoniare per sostenere l’innocenza dell’autista. Si va in appello davanti al Tribunale di Ancona che lo respinge, rifiutando di ascoltare la teste, ritenendo questo solo un escamotage della difesa per arrivare alla prescrizione. Inevitabile il ricorso in Cassazione da parte dell’avvocato Valori e la 3° Sezione annulla la sentenza di appello, rinviando il processo alla Corte di Perugia per il nuovo appello nel corso del quale finalmente potrà essere ascoltata la teste della difesa la quale sostiene che la ragazzina non era stata affatto toccata dall’imputato.
Nel corso di una conferenza stampa lo stesso Valori ha ribadito ancora una volta la necessità che tra l’evento e la notifica all’indagato non possono trascorrere nove mesi, da qui l’importanza della celerità nella predisposizione degli atti “non solo per maggiore efficienza della giustizia ma soprattutto per garanzia del cittadino”. L’avvocato Valori ha anche sottolineato l’importanza dei mass media, che hanno consentito di rintracciare una teste chiave altrimenti introvabile: “una doverosa informazione è determinante per la trasparenza e questo è un caso esemplare che ha consentito di trovare la strada giusta per arrivare alla giustizia”.