Acque agitate alla Gitronica
Dipendenti sul piede di guerra

L'azienda di Montelupone del gruppo Guzzini ha avviato la procedura per 21 mobilità e i lavoratori hanno prima scioperato e poi proclamato la stato di agitazione
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Il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della Gitronica

di Alessandra Pierini

Stato di agitazione alla  Gitronica  di Montelupone. L’azienda fa parte del Gruppo Guzzini ed è nata nel 1990, produce elettronica custom (su specifica) nei settori dell’elettrodomestico, della luce e del benessere. Per lungo tempo ha lavorato su monocommittenze da parte della Teuco, oggi ha però clienti diversi. Nonostante questo è da tre anni in solidarietà per la difficile situazione in cui versa. Questa mattina, l’incontro tra azienda e rappresentanti sindacali  non ha portato ad un accordo e i dipendenti hanno deciso di protestare. «Sapevamo che l’incontro sarebbe stato duro – evidenzia Marco Ferracuti, segretario della Cisl – ma non pensavamo di arrivare a questi termini. L’azienda ha avviato 21 mobilità su un totale di 82 dipendenti. Abbiamo allora chiesto di utilizzare gli ammortizzatori sociali disponibili, quale la Cassa Integrazione straordinaria ancora per un anno. L’azienda, per tutta risposta, vuole indicare fin d’ora i 21 soggetti a mobilità. Noi sappiamo benissimo che in un momento difficile come questo, ciò che conta è tenere uniti i lavoratori nell’azienda».

gitronica-10-300x224Dopo l’incontro, nel corso di un’assemblea, i lavoratori , insieme ai loro rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, hanno deciso di avviare la protesta. Per prima cosa hanno scioperato e presidiato per un’ora davanti ai cancelli della fabbrica, per poi dare il via ad uno stato di agitazione che continuerà almeno fino a lunedì, quando avrà luogo il prossimo incontro con la proprietà. «Lunedì avremo un nuovo incontro e inviatiamo l’amministratore delegato Mauro Guzzini a prendere parte al tavolo. Siamo aperti a diverse soluzioni. E’ possibile rivedere gli orari, i turni  e magari anche riorganizzare ma quello che chiediamo è di giocare fino all’ultima carta. Perchè precluderci delle carte già da ora e rinunciare alla possibilità di una ripresa?»



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