Macerata raggiunge gli obiettivi UE: ridotti del 56,60% i morti sulle strade
L’area statistica dell’ACI ha rielaborato i dati ottenuti da Polizia Stradale, Arma dei Carabinieri e Polizie Municipali sulla base di una rilevazione mensile degli incidenti stradali verificatisi nel 2010 sul territorio nazionale. L’analisi prende in considerazione i sinistri contrassegnati da conseguenze alle persone (morti o feriti) ed esclude quelli con solo danni ai veicoli e quelli di cui l’autorità pubblica non è venuta a conoscenza.
I risultati ottenuti trovano spazio in due differenti prospetti. Una prima tabella presenta il quadro ottenuto a livello provinciale sulla sinistrosità e sulle persone infortunate secondo la conseguenza trattando separatamente tutte le categorie di strade (Autostrade, Strade Statali, Strade Provinciali, Strade Comunali Extraurbane e Strade Urbane) ed il solo centro urbano. Nella seconda, vengono prese in esame le cosiddette Aree Urbane (cioè quei Comuni con una popolazione superiore a 150000 unità) e sono presi in considerazione gli incidenti che coinvolgono almeno un veicolo a due ruote, gli investimenti di pedoni ed i pedoni morti).
Dei 6.728 incidenti avvenuti nelle Marche nel 2010, 1290 sono stati rilevati in provincia di Macerata, con una variazione rispetto al periodo precedente del -1,38%. 23 i morti, il cui numero si è ridotto dell’8%. Sono invece aumentati dello 0,56% i feriti, che nel 2010 sono stati 1959. Andando più nello specifico prendendo in considerazione solo il centro abitato, il numero degli incidenti è 869 (+0,35%), il numero dei morti è 8 (-27,27%), mentre quello dei feriti è 1,234 (+1,90%). Ulteriori dati arricchiscono questa indagine: il numero di morti per incidenti ogni 10000 abitanti è stato nel territorio della provincia dello 0,71% mentre il numero di incidenti ogni 1000 veicoli raggiunge il 4,58. In linea con l’obiettivo dell’Unione Europea di dimezzare il numero dei morti per incidenti sulle strade registrato nel 2001 entro il 2010, la variazione nel maceratese dall’inizio dello scorso decennio alla fine è del -56,60%, il dato più alto delle Marche, che globalmente raggiungono il -52,19 piazzandosi al terzo posto dopo Trentino Alto Adige e Abruzzo.