Centrale turbogas a San Severino
Interrogazione di Capponi e Agostini

I due esponenti del centrodestra chiedono chiarimenti dopo la sentenza del Tar del Lazio

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Nazareno Agostini e Franco Capponi

Da Franco Capponi (capogruppo provinciale Ppe) e Nazareno Agostini (capogruppo provinciale Pdl), riceviamo:

“La Regione Marche è colei che deve trovare la soluzione al problema creatosi a seguito della sconfitta della Regione Marche  al Tar del Lazio in merito al diniego di realizzazione della famosa centrale Turbogas di san Severino Marche. La Regione Marche si deve attivare sia attraverso il ricorso in appello al Consiglio di Stato che, per eliminare ulteriori rischi, riformulando il PEAR non come strumento di  programmazione  ma come strumento di pianificazione.

La nostra interrogazione intende scongiurare il rischio di realizzazione della Turbogas ed evitare la reiterazione del rischio per  superficialità  della Regione Marche, assuntasi l’onere di contrastare tale realizzazione. Chiediamo quindi a Provincia e Regione:

quali iniziative intendano mettere in campo per impedire il prosieguo dell’iter burocratico per la realizzazione della Turbogas da 380 MW nella media Valle del Potenza e precisamente in Loc. Berta di San Severino Marche; quali  potranno essere i possibili danni (richiesta risarcimento proponenti) che la Regione dovrà sopportare per aver interpretato un piano generalista – il PEAR – come  un piano prescrittivo e come intende impegnare la Regione Marche a superare tale vulnus anche  in previsione di ulterioiri ricorsi incentrati sulla efficacia Prescrittiva dello strumento PEAR,  adottato ed approvato dalla Regione; se non sia il caso, alla luce anche delle difficoltà di raggiungimento degli obiettivi previsti dal PEAR, di impegnare la Regione Marche a rivedere tale strumento privilegiando ulteriormente l’efficienza del nostro sistema energetico, la riqualificazione dei consumi da parte delle PMI anche attraverso un preciso Piano di sostegni e l’attivazione di programmi di valorizzazione  del risparmio energetico nelle infrastrutture produttive e una nuova formulazione della normativa regionale che specifichi meglio e semplifichi le procedure atte a favorire le fonti di energia rinnovabile a cui siamo orientati, anche alla luce delle recenti normative nazionali sulla semplificazione amministrativa.

Alla luce inoltre di altri interventi a forte impatto ambientale chiediamo di conoscere lo stato dell’arte dell’iter autorizzativo dell’elettrodotto Fano – Teramo da 380 Mw,  e se per questa opera non sia il caso, anche alla luce di questa sentenza, di esprimere, in questa fase, un diniego alla prosecuzione dell’iter autorizzativo relativo alla realizzazione della famosa infrastruttura – ad altissimo impatto ambientale –  proposta da Terna e sulla quale tutte le amministrazioni Comunali, le associazioni di categoria (Coldiretti in primis) e le associazioni ambientaliste stanno portando avanti azioni ragionate di profonda avversione e riserve di profonda revisione dei tracciati ipotizzati per i danni irreversibili alla qualità del territorio, contrassegnato da produzioni agricole di qualità (Vernaccia DOC e DOCG, Aree Sic e ZPS, Parco dei Monti Sibillini) e da attività specializzate nel turismo agro-ambientale.


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