Alla scoperta della Divina Commedia
CIVITANOVA - Ricomincia, con il commento sul canto X dell'Inferno, il ciclo di Lecturae Dantis alla Biblioteca Zavatti
È ricominciato l’interessante ciclo di Lecturae Dantis pressola Biblioteca Comunale«S. Zavatti» di Civitanova a cura della locale Associazione Dantesca, con il commento del X Canto dell’Inferno, incentrato sulla figura di messer Farinata degli Uberti.
Si tratta di uno dei personaggi danteschi che maggiormente colpisce l’immaginazione degli studenti, ma con il passar del tempo la sua fisionomia si stempera, i contorni della sua personalità politica diventano evanescenti, sicché dopo alcuni anni del nobile fiorentino rimane solo un tenue ricordo. Ma grazie al grande Gustavo Doré, la sua immagine è immortalata nelle pregevoli incisioni che dall’800 impreziosiscono il poema dantesco. La sua figura si erge imponente «dalla cintola in su» dall’avello infuocato. Dante e Virgilio lo incontrano all’interno delle mura della città di Dite, dove nel sesto cerchio sconta la pena prevista per gli eretici, in quanto in vita non credette, sulle orme di Epicuro, all’immortalità dell’anima. Le tombe degli eretici si sigilleranno solo dopo il Giudizio Universale. Come supplemento di pena, essi non possono vedere nel presente e nel passato, ma vedono soltanto nel futuro.
Farinata fu un uomo politico di parte ghibellina, dalla leggendaria integrità morale e molto stimato dallo stesso Dante, sebbene fossero su posizioni opposte. Nel periodo in cui governò Firenze, lo fece con mano sicura e senza privilegi per nessuno e dopo la battaglia di Montaperti (1260) si oppose con grande fermezza al proposito dei ghibellini esuli di distruggere la sua città, caduta nel frattempo in mano ai guelfi. Farinata riconosce Dante come suo concittadino e gli chiede informazioni sui suoi antenati. Dopo il primo scambio di battute il discorso, fattosi intanto di natura politica, viene improvvisamente interrotto da un altro grande fiorentino, Cavalcante Cavalcanti, sepolto lì accanto. Con la voce carica di pathos chiede al Poeta notizie di suo figlio Guido. E qui assistiamo ad un vero coup de thèatre: Dante, nel rispondere al nobile guelfo, di cui spunta appena il capo dal sepolcro, usa un ebbe al posto di un ha. Da ciò Cavalcante deduce che il figlio è già morto e affranto dal dolore si alza di scatto, quindi cade riverso all’indietro e scompare.
Dante, sceneggiatore e scenografo ante litteram, con questo singolare escamotage rende il suo dialogo con Farinata uno dei più teatrali della intera Commedia. Non è ipotizzabile, infatti, un suo errore: si tratta di una scelta ben precisa, operata per sottolineare il contrasto tra il dinamismo di Cavalcante e la staticità di Farinata, simbolo della sua integrità morale. Uscito di scena Cavalcante, Dante riprende il discorso con il politico fiorentino che conclude il suo intervento con una profezia: entro il breve volgere di 50 lune, il Poeta imparerà sulla propria pelle quanto sia difficile il rientro in patria dall’esilio. Infine, Farinata lo informa che sepolti accanto a loro ci sono Federico II di Svevia, noto tra i guelfi come l’Anticristo, e il cardinale Ottaviano degli Ubaldini, un uomo di chiesa che però, secondo i cronisti antichi, nella Chiesa credeva ben poco.
Il canto X è in buona sostanza l’esaltazione dell’amore: quello di Cavalcante verso il figlio Guido e quello di Farinata verso la sua Patria. Inevitabile a questo punto una riflessione: quanto è distante da Farinata degli Uberti la nostra classe politica!
Commentatore della serata è stato il dottor Francesco Sagripanti, che nella vita privata è uno psichiatra… follemente innamorato da sempre dell’opera di Dante. Ma la sua caratteristica peculiare è la spiccata comunicatività, grazie alla quale in fase di commento riesce a catturare l’attenzione dei presenti. Il suo linguaggio non è ricercato, anzi è accessibile a tutti e così ognuno, il giovane studente, chi studente non è più da tempo, ma anche chi la Divina Commedianon l’ha mai letta, finisce per accostarsi ad essa e apprezzarla. La serata si è conclusa con la consueta lettura dell’intero Canto da parte di alcuni studenti delle scuole superiori di Civitanova.

