In manette la falsa avvocatessa
della truffa milionaria

Elisabetta Piccinno deve scontare quasi cinque anni di carcere. Eseguito dai carabinieri anche un altro ordine di carcerazione a Monte San Giusto per bancarotta fraudolenta
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Elisabetta Piccinno

La sentenza di 4 anni e otto mesi di reclusione è diventata definitiva e per lei si sono spalancate le porte del carcere di Camerino. Elisabetta Piccinno, 39 anni, la sedicente avvocatessa protagonista di una maxi truffa da cinque milioni di euro è stata chiamata a pagare il suo conto con la giustizia. I carabinieri di Mogliano sono andati a prenderla a casa per eseguire l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di L’Aquila in esecuzione della Sentenza del Tribunale Ordinario di L’Aquila per i reati di truffa, esercizio abusivo di professione, falsità materiale, sostituzione di persona. La Piccinno si spacciava per avvocato e membro di una fantomatica commissione del tribunale di Macerata che le avrebbe consentito di acquistare a prezzi estremamente vantaggiosi beni mobili e immobili. Dopo che lo scandalo era scoppiato, la donna era tornata a vivere a Maglie, in provincia di Lecce, suo paese di origine. Da qualche tempo, però, era tornata a vivere a Mogliano dove aveva trovato anche un lavoro.  Ma ieri gli uomini del maresciallo Fratini le hanno notificato il mandato di cattura e l’hanno portata in carcere.

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Un altro ordine di carcerazione è stato eseguito dai carabinieri a Monte San Giusto, dove i militari guidati dal maresciallo Pepe hanno tratto in arresto un uomo di 50 anni, G.S., nato a Macerata, artigiano e coniugato, per il reato di bancarotta fraudolenta. L’uomo deve scontare una pena residua di un anno, 11 mesi e 11 giorni di reclusione. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Macerata in esecuzione della sentenza emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Macerata. Dopo le formalità di rito, anche G.S. è stato trasferito in carcere a Camerino.

(redazione CM)



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