Che fine ha fatto l’I.N.R.C.A? I consiglieri di minoranza insorgono
APPIGNANO - Il "Gruppo Guido" e il "Gruppo Calamante" chiedono chiarezza sulla vicenda
Dai gruppi consiliari di minoranza “Gruppo Guido” e “Gruppo Calamante” del consiglio comunale di Appignano riceviamo:
«Il “Gruppo Guido” ed il “Gruppo Calamante” esprimono preoccupazione per l’ennesima situazione di stallo creatasi all’interno dell’amministrazione comunale in merito alla situazione I.N.R.C.A.. Preso atto che l’incontro avvenuto in Regione alla presenza degli Assessori Giannini e Mezzolani e del Direttore Generale dell’ I.N.R.C.A. Zuccatelli non ha prodotto risultati concreti, crediamo che sia giunto il momento di mettere in campo una diversa strategia che chiarisca le volontà e gli impegni delle parti interessate.
L’ I.N.R.C.A., nel lontano 2008, si era impegnata nei confronti del Comune di Appignano e dell’ Ente Falconi ad acquisire gli immobili su cui risiedeva il vecchio stabile di Appignano in cambio di un suo risanamento e di una ristrutturazione entro la fine del 2011. In sostanza l’Ente Falconi (che, come tutti sanno, ha all’interno membri nominati dall’amministrazione comunale) ha ceduto terreni ed immobili all’ I.N.R.C.A. che, da parte sua, si era impegnata per la realizzazione del programma di risanamento.
Arrivati nella fase conclusiva di questo accordo, dal 2008 sono stati ottenuti i seguenti risultati: la demolizione del vecchio stabile, la mancata ricostruzione e la relativa perdita di tutti i servizi sanitari ed assistenziali che sono stati trasferiti nel Comune di Treia. Non sono più confortanti le voci che provengono dagli organi regionali, per i quali dello stesso insediamento I.N.R.C.A. di Appignano non vi è traccia all’interno del Programma Sanitario Regionale da poco approvato. La stessa I.N.R.C.A., che si era impegnata nella realizzazione dell’opera, sembra rimettere in mano alla Regione Marche tale decisione.
In questo contesto di confusione generale ci troviamo di fronte ad un’amministrazione apparentemente disorientata e sempre più chiusa in se stessa. Invece di andare a bussare alla porta di chi aveva dato tante certezze sulla ricostruzione dell’ I.N.R.C.A., cerca di spostare responsabilità e attenzione dal problema reale percorrendo difficili strade attraverso richieste di sovvenzioni a fondazioni ed istituti che, a quanto è dato sapere, hanno già sposato altre cause.
Ribadiamo la necessità di affrontare la questione in sede pubblica e, così com’è stato fatto per la discarica, lo stesso Consiglio Comunale deve definire un percorso chiaro che miri in tempi brevi ad ottenere impegni certi da parte dell’ I.N.R.C.A., manchevole in tutto e per tutto nei confronti della Fondazione Falconi e soprattutto del Comune di Appignano.
Questa è solo l’ennesima vicenda che affligge ormai da diversi mesi l’attuale amministrazione che ormai non gode più nell’ambito del Consiglio Comunale di una maggioranza certa. Sono infatti 9 contro 7 i membri che si dichiarano all’opposizione dell’amministrazione Messi. Forse il Sindaco farebbe bene a rivedere il suo modo di operare e a cercare soluzioni alternative che possano dare certezze e mostrare azioni di governo forti e pienamente condivise a tutela dei beni più grandi che il nostro paese ha: una struttura sanitaria di eccellenza come era e come sarebbe ancora l’ I.N.R.C.A. e il territorio gravemente minacciato dalla questione discarica, purtroppo non ancora chiusa».

ed io passeggio! sigh sigh