Maltempo, Saltamartini: “Si dichiari lo stato di calamità naturale”
Appello alla Regione Marche da parte del senatore del Pdl e sindaco di Cingoli
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“Oltre la coltre di due metri di neve, il vento, le condizioni meteo avverse, la mancanza di luce e acqua, frazioni ancora da raggiungere dopo 6 giorni, i Comuni adesso devono affrontare le avversità della politica e in particolare il problema della copertura delle spese ingenti sostenute dalle autonomie locali per la gestione dell’emergenza. Nonostante l’impegno encomiabile del personale dei Comuni, dei Vigili del Fuoco, della protezione civile, del Corpo forestale dello Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Croce Rossa Italiana mancano ai Comuni uomini, mezzi, disponibilità economiche per affrontare la situazione di crisi che prosegue da alcuni giorni. I danni alla strade sono incalcolabili e le risorse di piccoli comuni per salvaguardare la vita e l’incolumità dei cittadini devono essere trovate all’interno della solidarietà della Repubblica e non certo sulle spalle degli enti più deboli. Peraltro persiste l’isolamento di intere zone per cui sarebbe opportuno che il governo e la regione Marche proclamassero lo stato di calamità. Perciò ho inviato un’ esplicita richiesta al presidente del Consiglio e al presidente della Regione Marche Spacca. E’ evidente che serve un impegno chiaro del Governo e della Regione Marche che risulta isolata non solo per la neve, ma anche per le diverse decisioni assunte dall’Emilia Romagna e da altre Regioni limitrofe, che hanno richiesto l’attivazione delle procedure di calamità. Lo ha
dichiarato il senatore Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, uno dei comuni più colpiti dall’ emergenza neve nelle Marche.
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Le sterili e gratuite polemiche causate da questa nevicata eccezionale, ci spinge alla rivisitazione del celebre aforisma di Leo Longanesi: Piove, governo ladro! E già, perché era facile prevedere che sia il governatore che i presidenti “rossi” delle “rosse” province marchigiane, onorevoli e senatori si precipitassero a chiedere lo stato di calamità naturale. Sicché “nevica, governo ladro”. A dire la verità, lo stato di calamità naturale si dovrebbe chiedere se non nevicasse d’inverno o se il fenomeno nevoso si verificasse d’estate. Suvvia sindaci, presidenti, onorevoli e senatori pro tempore non c’è niente di più naturale ed utile della neve che fa cadere rami secchi e coperture vecchie, elimina insetti e soprattutto approvvigiona le falde di tanta acqua che ci ritornerà utile. Insomma ci vorrebbe un po’ più di sano ottimismo che ci faccia guardare gli eventi atmosferici come forze della natura che sovrastano l’uomo.
Una nevicata eccezionale
Nella guida di Monte San Martino è riportata fra l’altro una curiosità riferita ad un evento naturale legato al tempo, a quel tempo che fugge inesorabilmente e che preoccupa i catastrofisti. Infatti su due conci di arenaria del portale bugnato di Palazzo Urbani (1459) è riportata la seguente iscrizione con tanto di segno inciso per indicare dove arrivò una abbondante nevicata fuori programma:
AL/ 26 LUGLIO/ 1848/ CADDE UNA ABBONDANTE NEVE NEI SIBILLINI…
@ Pollici versi
Nelle Marche l’accisa è già stata aumentata di 5 cent/ lt.!