E’ morto Oscar Luigi Scalfaro

Nel 2004 il presidente emerito della Repubblica ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze della Formazione dall'Università degli Studi di Macerata
- caricamento letture
scalfaro-unimc

Oscar Luigi Scalfaro ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze della Formazione nel 2004

E’ morto questa mattina a Roma Oscar Luigi Scalfaro, il presidente emerito della Repubblica. Aveva 93 anni. La notizia, diffusa da Twitter, è stata confermata ufficialmente.I funerali avranno luogo in forma privata lunedì alle 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, nel cuore della Capitale. Sarà però allestita una camera ardente per consentire anche alla gente comune di portare il proprio saluto all’ex capo di Stato nella chiesa di Sant’Egidio, sempre lunedì dalle 10.30 alle 13.30.
Scalfaro aveva ricevuto nel novembre 2004   una laurea honoris causa in Scienze della Formazione proprio dall’Università di Macerata e il riconoscimento gli era stato consegnato da Roberto Sani, allora Rettore.
Nella sua lectio magistralis dal titolo “La formazione della persona a cittadino» Oscar Luigi Scalfaro aveva parlato di giustizia, di diritti e di doveri, prendendo sempre come riferimento la costituzione.
«Il cittadino non può, non deve disinteressarsi della vita pubblica, della vita politica – aveva detto – politico è tutto ciò che riguarda la Polis, e ogni cittadino è parte della Polis. Ma è parte viva? o è peso inerte o, peggio, dannoso per la comunità?È dovere di giustizia, ripeto. Il cittadino senza la comunità non sopravvive. La comunità è del tutto essenziale per la vita di ognuno che ne fa parte. È necessario, è giusto, che i piatti della bilancia che esprimono i rapporti cittadino-Stato, siano in giusto equilibrio. Di fronte alla comunità, senza la quale io muoio, qual è il mio apporto? Sono cittadino probo; rispetto le leggi, pago le tasse e voto ogni qual volta sono chiamato alle urne. Tutto ciò è retto e buono. Ma tiene a pareggio i piatti della bilancia?
Cosa do alla comunità della mia intelligenza, della mia volontà, del mio amore, della mia capacità di sacrificio, cioè della mia vita? cosa do di me stesso? Di questa comunità sono parte, perché nasco  come essere sociale e, è desiderabile, anche socievole!È questo, a mio avviso, il tema dominante.

scalfaro-unimc-5-300x202

La lectio magistralis del 2004

Quanti cittadini vivono come se tutto questo non li interessasse! Traggono dalla società tutto ciò di cui hanno bisogno e protestano se taluni servizi sono carenti, ma scelgono di stare alla finestra, rifuggendo da ogni impegno, da ogni partecipazione alla vita quotidiana della comunità.  Insomma sono cittadini della civitas, ma vivono come non ne facessero parte. È una grave carenza questa, ed è carenza di sensibilità umana, di valori umani. La mancanza di senso di appartenenza alla propria comunità, non è lontana da quella di chi non ha il senso della famiglia, il senso delle proprie radici. L’assenza delle radici determina uno stato di sofferenza grave nella persona. Quante volte le guerre, le tragedie della violenza che ancora insanguinano il mondo, le grandi distruzioni determinate da sconvolgimenti naturali, privano la persona che ne è vittima di ogni conoscenza delle proprie radici.
Sono mutilazioni che non sempre si riesce a ricuperare, a superare. Ma purtroppo vi è chi respinge le proprie radici con chiusure negative, per egoismo grave, e vive nella società, nella comunità, come chi è estraneo e ne diventa peso e ostacolo. Dunque se manca, o è assai debole, questo senso di partecipazione, di appartenenza, viene meno l’adempimento dei doveri inerenti a questo status e, purtroppo si affievolisce fortemente, se non si spegne, la doverosa, umana solidarietà».
scalfaro-mcFu Roberto Sani a spiegare le motivazioni del riconoscimento.

«La scelta della Facoltà di Scienze della Formazione di attribuire la laurea honoris causa a Oscar Luigi Scàlfaro – aveva spiegato il Rettore –  si inscrive pienamente nel solco di questa tradizione. In Oscar Luigi Scàlfaro si è ravvisato non solamente un esponente tra i più prestigiosi di quella classe politica democratica e antifascista che, a partire dalla drammatica ed esaltante esperienza della Resistenza al nazifascismo e della Lotta di Liberazione nazionale, si rese protagonista della ricostruzione materiale e morale di un Paese uscito sconfitto e profondamente provato dalla guerra e, in particolare, operò affinché in Italia, dopo un ventennio di dittatura, potesse instaurarsi un regime autenticamente democratico, fondato sui valori della libertà e della giustizia, sul rispetto della dignità umana, sulla solidarietà civile, sulla pace e sulla collaborazione internazionale.In Oscar Luigi Scàlfaro si è ravvisato non solamente un appassionato e strenuo difensore, negli oltre cinquant’anni della nostra storia repubblicana (e, segnatamente, nella difficile e controversa stagione in cui egli si trovò ad esercitare il suo mandato presidenziale) di quelle istituzioni e
di quei princìpi democratici sanciti dalla Carta Costituzionale.
scalfaro-unimc-2-300x202In Oscar Luigi Scàlfaro si è ravvisato un esponente della classe dirigente democratica e antifascista animato da vigorosa passione educativa, che nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera all’interno delle istituzioni repubblicane, ha perseguito e testimoniato un ideale “alto” dell’agire politico, alla cui base debbono essere posti, accanto al costante riferimento ai valori etici e spirituali del cristianesimo (di un cristianesimo vissuto con spirito di autentica libertà e di verace laicità che è proprio del messaggio evangelico), un profondo sentimento dello Stato e delle istituzioni e una viva sollecitudine per la crescita civile e democratica del nostro Paese.
A questa passione educativa, connaturata alla stessa concezione dell’impegno politico caratteristica di Oscar Luigi Scàlfaro, si connettono tutta una serie di convincimenti e di valori che possono essere riassunti nella formula della politica come servizio al bene comune, alle istituzioni, all’autentica crescita della società civile. Una formula, quella della politica come servizio, talora abusata e,
troppo spesso, depotenziata delle sue profonde implicazioni e valenze di natura etica, la quale, tuttavia, rappresenta l’unico ideale e modello di riferimento laddove ci si proponga di fare della dimensione politica il motore del reale sviluppo economico, sociale e culturale di un paese e l’elemento determinante dell’effettiva maturazione di un ethos civile e di un patrimonio di valori condivisi
all’interno della comunità nazionale».

***
scalfaro-unimc-4-300x202Nato a Novara nel  1918, vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia, Marianna, si era laureato in Giurisprudenza nel 1941. E’ stato capo dello Stato dal 1992 al 1999 e prima della nomina al Quirinale è stato ininterrottamente deputato per l’intera storia repubblicana, a partire dal primo Parlamento eletto nel 1948 e, prima ancora, dall’assemblea Costituente del 1946. Più volte ministro, non è mai stato presidente del Consiglio: nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì l’incarico di formare il nuovo governo ma vistal’impossibilità di comporre un gabinetto di coalizione, Scalfaro rinunciò all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano. Così come era successo a due altri suoi predecessori, Pertini e De Nicola, ha ricoperto anche le altre due principali cariche dello Stato, ovvero la presidenza del Senato, seppure in via provvisoria all’inizio della XV legislatura, e quella della Camera. Sul banco principale di Montecitorio sedette dal 24 aprile 1992 al 25 maggio dello stesso anno, quando venne appunto eletto presidente della Repubblica.
Nel corso della sua presidenza, alla quale entrò due giorni dopo la strage di Capaci, nel corso del suo settennato dovette gestire il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica e lo scandalo di Tangentopoli. Rimarrà nella storia il suo discorso “Non ci sto” pronunciato nel 1993 a reti unificate per difendersi dalle accuse di avere gestito fondi neri ad uso personale nell’epoca in cui era stato ministro dell’Interno.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X