La Cina a Macerata
Partono i corsi all’Istituto Confucio

Ampia offerta formativa, dal cinese base a quello commerciale e giuridico, fino alla calligrafia e alle lezioni di ginnastica. Il Rettore Lacchè esprime la sua preoccupazione per la chiusura del tratto ferroviario Civitanova-Albacina "Paradossalmente ci apriamo verso un Paese lontanissimo come la Cina, ma ci chiudiamo all'Italia. I trasporti sono fondamentali per garantire dei collegamenti verso l'esterno"
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Il rettore Lacchè, alla sua destra Giorgio Trentin, alla sua sinistra Yan Chunyou

di Martina Brescia

Sono stati presentati al Rettorato dell’Università di Macerata, i corsi di cinese attivati a Macerata dall’Istituto Confucio. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, l’Istituto Confucio è nato dalla collaborazione tra l’Università di Macerata, l’Università Normale di Pechino e l’Hanban, l’ufficio per la promozione della lingua e della cultura cinese del Ministero dell’Istruzione Cinese. I corsi partiranno dal primo febbraio e spaziano dal livello base a quello più avanzato, fino ai corsi di specializzazione settoriale, come il cinese commerciale o giuridico. L’offerta didattica si allarga con dei corsi relativi a diversi aspetti della cultura cinese, relativi a: economia cinese, storia del diritto cinese, cultura generale della Cina, storia e istituzioni della Cina contemporanea, calligrafia cinese. A partire da aprile comincerà il qigong, una ginnastica archetipo delle arti marziali cinesi da cui derivano le scienze mediche. Da settembre, inoltre, partiranno degli altri corsi di storia dell’arte, cinematografia cinese e pittura.

La risposta da parte delle persone è stata molto forte: per adesso si contano circa 35 adesioni solo per il corso base. Gli iscritti sono sia studenti degli istituti superiori (come quelli dell’istituto classico “Leopardi” in cui già da qualche anno si insegna questa lingua), sia studenti universitari, sia imprenditori, liberi professionisti o avvocati; inoltre l’iniziativa è stata accolta anche da insegnanti, che grazie agli esami di certificazione HSK, potranno in futuro diventare docenti di lingua cinese. Per garantire un’accessibilità a tutti, e non solo alla fascia degli studenti, le lezioni si terranno nel tardo pomeriggio, a partire dalle 17.

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L'inaugurazione dello scorso ottobre

E’ stata scelta proprio Macerata come sede dell’Istituto Confucio sia per la posizione strategica, infatti è l’unica sede italiana sull’Adriatico dopo Venezia; sia perché l’imprenditoria marchigiana è sempre stata aperta verso l’estero e verso la Cina in particolare e questa iniziativa potrebbe rappresentare un input per quegli imprenditori cinesi interessati ad investire nel nostro Paese e nella nostra regione in particolare; inoltre, Macerata, città natale di Padre Matteo Ricci, per la Cina rappresenta senz’altro un emblema, un ponte di collegamento privilegiato tra Cina e Italia. L’Istituto Confucio, inaugurato ad ottobre (GUARDA IL VIDEO) ha sede a Villa Cola (via Martiri della Libertà, 59, Macerata) ed è diretto dal prof. Giorgio Trentin per l’Università di Macerata e dal prof. Yan Chunyou per l’Università Normale di Pechino. Il consiglio direttivo composto da docenti e ricercatori: Filippo Mignini, Angelo Ventrone, Uoldelul Chelati Dirar e Tommaso Pellin, cui si aggiungono due giovani collaboratori cinesi: Lin Guowang e Zhang Yanan. Saranno erogate delle borse di studio per tutti gli studenti che vorranno consolidare le loro conoscenze in Cina per periodi estivi, annuali o triennali. L’istituto maceratese è il decimo in Italia, nel mondo si contano circa 350 sedi e si punta ad arrivare alle 500 entro il 2015, con circa 1 milione di studenti. La Cina, infatti, “è un Paese che ha ben compreso l’importanza degli investimenti nella ricerca, che produce ottimi risultati dal punto di vista economico” è intervenuto Giorgio Trentin. Il rettore Luigi istituto-confucio-inaugurazione3Lacchè, che con l’ateneo maceratese ha investito tanto in questo progetto, ai fini di un’apertura sempre maggiore verso l’esterno, ha espresso la sua preoccupazione riguardo la chiusura del tratto ferroviario Civitanova-Albacina; il rettore pensa soprattutto alle realtà universitarie di Macerata e Camerino che, con questo provvedimento saranno penalizzate, quando dice: “Paradossalmente ci apriamo verso un Paese lontanissimo come la Cina, ma ci chiudiamo all’Italia. I trasporti sono fondamentali per garantire dei collegamenti verso l’esterno”.

 

 



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