Tribunale al collasso
Appello alla politica di Scheggia e Paciaroni

Nuovi magistrati: nessuna assegnazione a Macerata. "Sono stati adottati criteri ingiustificabili"
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Gli avvocati Vando Scheggia e Piero Paciaroni

di Cristina Grieco  

Nella mattinata odierna nella sede del consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Macerata, l’avvocato Vando Scheggia Presidente della camera penale e l’avvocato Piero Paciaroni Presidente dell’Ordine degli avvocati hanno convocato una conferenza stampa urgente per rendere ancora una volta pubblica la drammatica situazione in cui versa il Tribunale di Macerata, in particolare alla luce della decisione adottata lo scorso 24 novembre in seduta plenaria dal CSM. Contrariamente a quanto già stabilito nel progetto della Commissione, con un netto cambio di rotta, il CSM nell’individuare le sedi giudiziarie designate per l’invio di nuovi magistrati utilizzando criteri che ancora una volta privilegiano i grandi centri ha previsto che nessuna assegnazione sarebbe spettata al Tribunale di Macerata. Pertanto soppressa la nomina del nuovo uditore a Macerata il CSM ha provveduto ad inviare due magistrati al Tribunale di Ancona. “Sono stati adottati criteri ingiustificabili. Il Tribunale di Macerata e la Corte d’Appello di Ancona, specialmente la sezione penale, sono i due uffici giudiziari più in sofferenza – ha detto il presidente Paciaroni – l’Italia è al 158° posto per il livello di efficienza della giustizia civile e Macerata si è confermata agli ultimi posti”. La situazione di questi giorni appare ancora più drammatica a causa dell’assenza del giudice Alessandra Canullo per gravidanza.

V4D0499-300x196La Canullo era da un anno a questa parte membro stabile del collegio penale. “I procedimenti penali collegiali con i quali si perseguono i reati più gravi sono praticamente bloccati, bisognerà ricominciare tutto da capo – ha detto il presidente Scheggia – e ancora – la situazione è compromessa”. A Macerata c’è una carenza di organico del 18,57%, sotto di quattro unità senza considerare l’assenza, pur se momentanea, della Canullo. La decisione del CSM pare sia stata adottata oltre che nell’ottica di privilegiare i centri più grandi anche in vista del discusso accorpamento che, stando alle voci di corridoio, dovrebbe esserci tra i Tribunali di Camerino e Macerata. Con un appello alla politica e agli organi sociali tutti perché presa coscienza della situazione portino il problema all’attenzione nelle sedi competenti il Presidente Paciaroni, portavoce dell’avvocatura maceratese, chiede che si proceda con l’unico provvedimento in grado di porre fine alla perpetua inefficienza del sistema giudiziario nazionale, un reclutamento straordinario di 2000 magistrati da individuarsi anche all’interno della classe forense con un concorso che sia in grado di valutare nel concreto le capacità di ciascun soggetto e la propensione a svolgere la delicata, ma anche indispensabile, attività della distribuzione del torto e della ragione. Alla stessa richiesta si è ovviamente associato l’avvocato Scheggia per l’intera camera penale.

V4D0513-300x201L’avvocato Cristina Ottavianoni ha inoltre commentato: “Se si va avanti così si arriverà ad un punto di non ritorno al quale sarà impossibile porre rimedio. Si arriverà ad un blocco sociale politico ed economico senza precedenti. Occorre un lavoro sinergico tra tutti i poteri dello Stato. Ormai non siamo più in grado di intervenire a livello strutturale la situazione è troppo compromessa”. Dati alla mano, Paciaroni ha evidenziato che il mal funzionamento della giustizia costa in termini di crescita economica ogni anno l’1% del PIL, pertanto la spesa improntata per procedere al reclutamento straordinario sarebbe ampiamente compensata dalla crescita economica. Scheggia ha denunciato anche il problema del distacco dei magistrati. I magistrati in servizio in Italia sono 10.151, ma soltanto 8.817 svolgono effettivamente la funzione di giudici, gli altri sono inviati a svolgere mansioni di funzioni nei vari dicasteri, alla Corte Costituzionale o al Ministero della Giustizia. “È evidente che questo meccanismo sottrae risorse essenziali necessarie per amministrare la giustizia”. La proposta del reclutamento straordinario, a dimostrazione della ciclicità della storia sulla scorta di quanto fece l’allora presidente Togliatti nel 1946, appoggiata incondizionatamente dalla camera penale e dall’ordine degli avvocati è ovviamente fortemente osteggiata dall’ANM, associazione sindacale magistrati, che nonostante la difficile situazione della giustizia preferisce preservare il prestigio della categoria.

(foto di Guido Picchio)

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