Acque agitate nel Pd civitanovese
Gli “anti Silenzi” si fanno avanti

Pierpaolo Rossi e Stefano Ghio danno la loro versione dell'assemblea del partito
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Pier Paolo Rossi

di Laura Boccanera

C’è “maretta” nel Pd dopo l’assemblea degli iscritti di venerdì sera, in particolare ad agitare le acque è la corrente “anti Silenzi” composta da Ghio e Pier Paolo Rossi. Ed è proprio lo stesso Rossi che fornisce una versione differente di quanto è emerso nel corso dell’incontro. “Ghio era presente al momento della votazione condividendo con chi, come lui, si è astenuto al voto l’impossibilità di esprimere un giudizio su questo discutibile “documento” (la relazione del segretario Giulio Silenzi che ha richiesto un voto sulla relazione). Non condivide il procedimento neanche Giorgio Berdini che parla di una modalità “quasi di fiducia al governo”, sostenuto dallo stesso Rossi che continua: “il documento della segreteria esposto oralmente e non scritto presentava al suo interno diversi punti, alcuni anche discordanti e contrastanti. Come si può per esempio pensare alle primarie subordinando al processo di formazione della coalizione di centro sinistra la condivisione di un piano programmatico generale con i possibili stessi alleati? Prima la coalizione e poi il programma condiviso? Idee poco chiare sul significato di elezioni primarie”. A questo si deve secondo l’esponente del Pd l’astensione di alcuni iscritti: “ unire in un’unica proposta, da votare, il metodo “primarie” al percorso politico scelto dalla Segreteria credo abbia confuso molti presenti ed abbia costretto all’astensione chi, pur essendo favorevole alle “primarie”, non approva la strada intrapresa dalla maggioranza del partito. Giusto poi evidenziare il larghissimo numero di SI al documento del Segretario ma alquanto scontato se si pensa che l’Assemblea è limitata agli iscritti, escludendo di fatto i sostenitori ed i simpatizzanti del PD che sono poi gli elettori, e che proprio con una grande maggioranza il Segretario è uscito dal Congresso di un anno fa. Mi sembra ci sia una tendenza a spostare il punto focale sulle alleanze con un metodo che predilige il “chi” piuttosto che il “perchè’”. Dubbi e perplessità anche in merito alle possibili alleanze: “se Silenzi ribadisce l’obiettivo di lavorare ad una coalizione ampia con alcuni veti (con chiaro riferimento all’idv di Favia) potrebbe invece lasciare aperta la porta dell’Udc di Carusone che però vuole conservare il proprio programma– continua Rossi – la domanda che sorge spontanea è: se non devono, nella formazione dell’alleanza, essere posti veti da parte di nessuno perché il Partito Democratico di Civitanova Marche punta il dito su l’Idv e incoerentemente attende il Godot civitanovese?Perché questa “fedeltà” ad un “modello macerata” che non ha più senso di esistere?”



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