Francia: quindici studenti maceratesi
a pochi chilometri dall’incidente nucleare
I ragazzi si trovano a Montpellier nell'ambito del progetto Ulisse. L'amministrazione provinciale rassicura le famiglie
In questi giorni 15 studenti della provincia di Macerata impegnati nel “Progetto Ulisse” si trovano a Montpellier, città che si trova a 109 chilometri in linea d’aria dalla centrale nucleare di Marcoule, dove questa mattina si è verificata un’esplosione in un forno di riciclaggio di scorie. I quindici studenti maceratesi, tutti di età compresa tra i 16 ed i 18 anni, sono partiti il 4 settembre scorso per un soggiorno di tre settimane a Montpellier usufruendo delle borsa di studio assegnata loro dalla Provincia di Macerata per approfondire la conoscenza della lingua francese, nell’ambito del progetto europeo “Ulisse”. Il loro rientro in Italia è previsto per il prossimo 24 settembre.
Anche l’Amministrazione provinciale di Macerata sta seguendo con attenzione gli sviluppi dell’incidente avvenuto oggi nell’impianto nucleare di Marcoule, nel sud della Francia.
Il presidente Antonio Pettinari, appena appresa la notizia, ha dato disposizione ai propri uffici di mettersi in contatto con l’accompagnatore italiano della comitiva e con il partner francese, ricevendo da loro assicurazioni al riguardo. Il Governo francese e l’Agenzia per la sicurezza nucleare hanno assicurato che non si è verificata alcuna fuga radioattiva. Anche la Protezione civile italiana sta seguendo l’evolversi della situazione in quanto la centrale si trova a circa 200 km. in linea d’aria dal confine con l’Italia.
L’Amministrazione provinciale rassicura le famiglie dei ragazzi che continuerà a tenere stretti contatti con il partner francese a Montpellier e con i responsabili del progetto che accompagnano gli studenti durante il loro soggiorno.
Nelle ultime ore l’autorità per la sicurezza nucleare francese ha dichiarato finita l’emergenza per l’esplosione del forno utilizzato per il riciclaggio di scorie a bassa radioattività nell’impianto Centraco di Codolet (Marcoule), sud della Francia, 257 chilometri da Torino. Nell’esplosione -è morto un dipendente dell’impianto e altri quattro sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.

Rocordate il Giapone?
Prima hanno tntato di negare, poi hanno minimizzato….
Perciò tranquilli che SE NON COSTRETTI non diranno mai che ci sono state fughe radioattive…
Tanto i danni, se ci sono, si manifesteranno tra 10-15-20 anni e chi si ricorderà di associare un tumore ad un’esplosione in un forno di riciclaggio di scorie..
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ESPLOSIONE: Un’esplosione è un improvviso e violento rilascio di energia meccanica, chimica o nucleare, con produzione di gas ad altissima temperatura e pressione. L’espansione istantanea di questi gas crea un’onda d’urto nel mezzo in cui avviene, che in assenza di ostacoli si espande in una sfera centrata nel punto dell’esplosione. Se incontra ostacoli esercita su di essi una forza tanto maggiore quanto maggiore è la superficie investita e quanto più è vicina al centro dell’esplosione.
Ecco, se scoppia qui o scoppia in Francia è la stessa cosa
non siamo e non saremo mai in grado di gestire in totale sicurezza una centrale nucleare…puntiamo sulle risorse rinnovabili…però senza “piantare” campi di pannelli solari che sono un pugno in un occhio…
…ma come si fa a dire che è la stessa cosa????
adesso chi glielo dice a TACCONI che è successo un altro incidente? Ci rimarrà troppo male quando vedrà per la seconda volta in pochi mesi un qualcosa che lui reputava IMPOSSIBILE!!!!
Mi raccomando, diteglielo con calma….