Una folla commossa per l’ultimo saluto a Lanfranco Cestola
CIVITANOVA - Sabato scorso l'uomo è stato falciato mentre era in bicicletta
Una folla straripante e commossa ha accompagnato l’ultimo saluto a Lanfranco Cestola, strappato alla vita a 48 anni mentre con la bici sabato scorso stava percorrendo la statale 16 per acquistare delle medicine in farmacia per l’anziana mamma. Sul suo cammino è piombato Paolo Porfiri 30enne maceratese che dopo l’impatto ha lasciato l’uomo morente sull’asfalto (leggi l’articolo). La chiesa di San Carlo ha accolto tutto il quartiere IV marine, dove l’uomo viveva in via Capitano Cagni ed era molto conosciuto e benvoluto da tutti. Una famiglia semplice, dignitosa, composta nel dolore per la scomparsa del figlio strappato alla vita in un contesto così drammatico. E in tanti hanno voluto porgere l’ultimo saluto, il quartiere intero è indignato per quanto avvenuto. Parole di monito sono giunte anche dal parroco Don Giancarlo Tomassini che ha officiato la cerimonia: “Lanfranco è stato strappato ai suoi cari e al quartiere in circostanze atroci, non sta a noi però giudicare, saranno le forze dell’ordine a stabilire quanto avvenuto, ovviamente però richiediamo Giustizia”. Parole forti che si sommano alla preoccupazione per un tratto maledetto scenario e teatro troppo spesso di tragedie di questo tipo: “Dobbiamo stare attenti quando viaggiamo – ha continuato il parroco – i pericoli della strada sono dietro l’angolo e dobbiamo tenere in considerazione la nostra vita e quella degli altri. La logica cristiana presuppone il perdono, ma è altrettanto giusto che chi ha sbagliato riconosca i propri peccati. In questa estate che sta terminando tutti noi che abitiamo e viviamo qui abbiamo potuto renderci conto di quanto questa strada sia pericolosa e in molti hanno rischiato la vita”. Composti e sobri nel dolore i genitori ottantenni di Lanfranco, la sorella ed i nipotini. La salma è stata condotta al cimitero di Civitanova Alta.
(foto Vives)
