Grande successo per il Camerino Festival

Tre bis per il pianista Ramin Bahrami

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BAHRAMI-

Ramin Bahrami

di Maurizio Verdenelli

La grande musica non è soltanto ‘griffata’ Sof sotto le stelle maceratesi. Da un quarto di secolo infatti Camerino propone un importante festival internazionale di musica e teatro da camera che arricchisce in modo determinante la già eccezionale estate culturale della provincia. Un festival che si avvale anche questo, come lo Sferisterio Opera Festival, di “location” diverse: a Camerino il teatro Marchetti, la sala consiliare del Palazzo comunale e la chiesa di San Filippo e a Castelraimondo il Castello di Lanciano (galleria dell’Antinori).L’organizzazione è della Gioventù musicale di Camerino, presieduta dall’avv. Corrado Zucconi, la direzione artistica del dottor Francesco Rosati. Le istituzioni che collaborano sono: Comune, Regione, Provincia, Università di Camerino. Gli sponsors: Fondazione Carima, Banca Marche, Rotary Club.La 25. edizione ha preso avvio in grande stile sabato 6 agosto per concludersi giovedì 18: per i musicofili ideale prosecuzione del Sof  che termina domani giovedì (con la Danza all’Opera) e del quale si vorrebbe una stagione più lunga, sulle orme del passato.
Il festival di Camerino ha avuto un avvio travolgente. L’incipit è stato affidato ad un grande pianista internazionale: l’iraniano (esule) Ramin Bahrami, uno tra i più interessanti interpreti bachiani. Considerato: “un mago del suono, un poeta della tastiera …artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale….” (Leipziger Volkszeiteung) Bahrami ha suscitato entusiasmo in un teatro strapieno con le “Variazioni Goldberg”, commissionate a Lipsia al grande Bach dall’ambasciatore russo, malato d’insonnia. Se il compositore riuscì laddove i medici avevano fallito, restituendo al diplomatico il balsamo del riposo, Bahrami ha ottenuto l’effetto opposto da parte della platea del ‘Marchetti’. Che ha richiesto a gran voce una serie di bis. Il pianista ne ha concessi tre, auspicando alla fine il ‘sonno’ tra i suoi inesausti ammiratori e concludendo con l’esecuzione di un brano di Bach al quale sembrava mancare solo la voce di Mina tanto appariva (“di pari passo” ha detto Bahrami) vicino all’ arraggiamento di una sua celebre canzone. La modernità del grande compositore tedesco, al quale si sono ispirati e s’ispirano compositori contemporanei, é peraltro tradizionalmente nota.Inviato dal presidente Antonio Pettinari, alla ‘prima’ di Camerino Festival ha partecipato l’assessore provinciale Massimiliano Bianchini che si è vivamente congratulato per l’eccezionalità dell’evento con il direttore Rosati e  l’ avv. Zucconi. Benissimo, anzi travolgente anche la ‘seconda’ con uno dei migliori gruppi di musica antica a livello internazionale: l’Accademia Bizantina di Ravenna, vincitrice nel 2010 del Midem Award, massimo riconoscimento mondiale nella musica classica.Per l’occasione il Festival si è ‘trasferito’ nella bellissima e perfettamente restaurata chiesa di San Filippo. Il contesto ‘scenico’ è stato magistrale: i virtuosi ravennati hanno eseguito all’altar maggiore impreziosito dalla splendida tela di Giovan Battista Tiepolo, concerti, sinfonie e sonate del ‘700 Veneziano: Galuppi, Vivaldi, Albinoni, Platti, gli autori. L’ambientazione è stata suggestiva ed evocativa: per due ore gli spettatori (esaurito ogni ordine di posto) hanno avuto la magica sensazione di volare grazie al talento dei musicisti, da Camerino a Venezia, dal reticolo di stradine e larghi della città dei Varano a piazza San Marco, dalla chiesa di San Filippo a quella del Prete Rosso.Questa sera altro appuntamento di rilievo con la musica e il teatro da camera, al ‘Marchetti’: Viaggiando tra Streghe, Trolls, Diavoli e Fannulloni. “Un Peer Gynt da camera” con Luigi Maio (regia e musicattore) e il pianista Bruno Canino.Venerdì 12, la rassegna di Rosati&Zucconi si sposta in municipio. Francesco Dillon (violoncello) ed Emanuele Torquati (piano) gli esecutori. In programma musiche di Busoni, Liszt, Schumann e Strauss.Fisarmonica superstar con il grande Richard Galliano e il Tangaria Quintet, ancora al ‘Marchetti’ domenica con un melange di atmosfere francesi, tango argentini, melodie mediterranee e ritmi brasiliani. Martedì, Concerto Italiano, direttore Rinaldo Alessandrini, nella Galleria dell’Antinori al castello di Lanciano, altro luogo di incanti del festival.Chiusura con un nuovo ritorno al ‘Marchetti’ giovedì 18 agosto. Al piano Michele Campanella che esegue Franz Liszt.Fedele alla sua ‘mission’ di portare la musica classica tra le giovani generazioni, il Festival organizza nel cortile del teatro i “Concerti delle 7”, alle ore 19. Gli appuntamenti ancora in calendario sono previsti nei giorni 11 e 13 agosto.“Tanti sacrifici, tutto l’anno che vengono ben ripagati: abbiamo molto lavorato per celebrare i nostri primi 25 anni. E i successi che stiamo registrando -Bahrami è stato straordinario!- ci incoraggiano per il futuro” dicono ad una voce Francesco Rosati e Corrado Zucconi ai quali si deve un festival di musica da camera di livello internazionale, sicuramente il più importante, nel suo genere, a livello marchigiano.


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