Pizzi, la festa al Pozzo, il treno della lirica
e i quattro outsider per la direzione artistica
Pier Luigi Pizzi è in odore di riconferma ma restano in corsa anche Giancarlo Del Monaco, Alessio Vlad, Raffaele Curi e Henning Brockhaus. Intanto Pettinari incontra il dirigente di Trenitalia Danilo Antolini
di Maurizio Verdenelli
“Così fan tutte/” recitava l’elegante bigliettino d’invito per la sera di venerdì 5 agosto. Ohibò, ma le recite della riuscitissima rappresentazione dell’opera mozartiana al teatro ‘Lauro Rossi’ non si erano forse concluse il 31 luglio, nel rimpianto dei tanti estimatori?
In realtà in piazza Oberdan, al cospetto del marmoreo, bellissimo palazzo Costa, all’ombra (?) di un elegante gazebo, in realtà è andata in scena una riuscitissima festa dopoteatro organizzata come ogni anno dai tecnici del Sof. Non un meeting, intendiamoci, subito dopo “Un ballo in maschera” che ieri sera ha fatto il pieno di pubblico e d’ applausi. Nel palco del presidente della Provincia notati, insieme con il presidente Antonio Pettinari e il segretario del Pd, Bruno Mandrelli (reduce da una riunione fiume di partito) anche e sopratutto il dirigente delle FS, ing. Danilo Antolini e signora. Un incontro suggestivo se si pensa che all’inizio degli anni ’90 proprio da Antolini e Pettinari, allora assessore provinciale, nacque la splendida iniziativa del ‘Treno della Lirica’ che in dieci anni convogliò a Macerata tanti melomani su e giù per l’Adriatico da Rimini a Pescara. Tuttavia alla domanda del giornalista, presente anch’egli sul palco, di un ritorno del ‘treni dei desideri’ allo Sferisterio, l’ing. Antolini non ha voluto assolutamente rispondere.
Qualche speranza invero ci sarebbe anche se il ‘miracolo’ di quegli anni fu possibile anche per il gruppo (Cingolani, Marini) di ferrovieri/melomani che sposarono l’idea di Pettinari/Antolini. Vedremo se nel 2012 l’iniziativa -che venne festeggiata nel decennale e subito dopo …soppressa- riprenderà considerato che di risposte gli appassionati della stagione lirica maceratese sono in attesa a cominciare dal nome del direttore artistico.
La cinquina dei candidati è nota: Pier Luigi Pizzi (in odore di riconferma, ma obbligatoriamente per un anno), Alessio Vlad (il cui nome era stato brevemente accarezzato dal sindaco Anna Menghi), Raffaele Curi, portopotentino trapiantato a Roma, attore ed ora regista ma sopratutto pierre della stagione lirica in due edizioni indimenticabili a metà degli anni 80, griffate dalla sorelle Fendi e segnate dalla tanto discussa regia di Ken Russell nella Boheme e dalla mancata regia di Dario Argento (grande amico di Raffaele) in un Rigoletto dove il ‘gobbo buffone’ sarebbe apparso nelle vesti di un vampiro. Anche Giancarlo Del Monaco, figlio di Mario, il celebre tenore che amico di Carlo Perucci, aprì con ‘Otello’ la grande stagione all’Arena, è un nome noto nella storia della lirica maceratese. Giancarlo è stato per due anni soprintendente a Macerata. L’allora sindaco Carlo Ballesi, ricevendolo in municipio, gli disse: “Mio padre Elio, e tuo padre Mario hanno dato vita allo Sferisterio: noi lo faremo ancora più grande”. L’auspicio, generoso, ebbe la vita di un biennio, tuttavia Giancarlo -che ‘Il Messaggero’ di Macerata da me diretto molto aveva sponsorizzato in antitesi al candidato del ‘Carlino’- è un ottimo uomo di teatro, e molto bene ha fatto a Bonn e Madrid. Come pure bene ha fatto a livello internazionale il ‘treiese’ Henning Brockhaus, il quinto candidato, già braccio destro di Giorgio Strehler, arrivato a Macerata sull’onda dell’accordo, pronubi Claudio Orazi e Bruno Mandrelli, tra “Il Piccolo” di Milano e il “Lauro Rossi”.
Dopo questa lunga digressione torniamo alla bella festa di fine anno al Pozzo, luogo tradizionale di tanti dopoteatro e della stessa celebrazione conclusiva di stagione. Quando in piazza Oberdan e lungo vicolo Costa, che conduce al ‘padre di tutti pub’ maceratesi, si assisteva all’interno di un serpentone scacciastress collettivo, anche agli improvvisati (buoni, artisticamente) concerti dell’allora assessore Mandrelli, armonica a bocca e chitarra mentre Antonello Di Geronimo, per anni guru della comunicazione grafica della stagione lirica, sussurrava a chi scrive -critico verso l’assessore- accenti solidali: “A Bruno la chitarra, sai, serve per scaricarsi dopo un mese (allora tanto durava il cartellone ndr) di lavoro durissimo…”. Lo stesso avvocato ieri allo Sferisterio ricordava, nel …vecchio palco centrale dell’Arena, i suoi anni assessorili pieni di passione e pressione: “Ogni sera, una tensione tremenda nonostante il fascino e la magia di un ambiente come questo davvero unico al mondo…”.
Ieri sera al ‘Pozzoestate’ l’assessore era Federica Curzi, molto rilassata anche perchè lei con il Sof non c’entra nulla. Rilassatissimo e sorridente, al solito, il braccio destro di Pizzi, il regista Massimo Gasparon che quest’anno ha firmato un ‘Rigoletto’ magnifico. Tra i suoi del coro, il maestro David Crescenzi (braccio destro di Vlad), protagonista anch’egli a pieno titolo del successo artistico del Sof.
Presente al completo la macchina della comunicazione: il capo ufficio stampa Beatrice Giongo con Anna Pisani e Maria Clara Montesi. Un lavoro magnifico, il loro, che ha trasmesso il nome del Sof ovunque in un’Italia estiva sovraffollata di manifestazioni ad alto livello. Con loro, Alfredo Tabocchini, maestro di fotografia, autore della bella mostra nella grande sala interna dell’Arena -e al quale si devono anche le immagini a corredo, grazie.
Insieme con loro cantanti, tecnici, orchestrali, mimi: un centinaio di persone. Il popolo del Sof, i cui nomi non appaiono mai in cartellone ma che senza il quale niente sarebbe possibile. Tutti a scatenarsi, dopo la porchetta ed altri cibi più …macrobiotici, in una movida piena di gioia e di vita sotto le stelle estive, ben diversa da quella invernale che fuoriesce dalle birrerie e discoteche fino all’alba.
Quella di “Così fan tutte/i” è durata molto meno: fino alle 2 o poco più quando dalle finestre dei palazzi vicini hanno ricordato il limite dell’orario concesso alle pubbliche feste di piazza.
Arrivederci, dunque, al Sof 2012, by Pozzoestate. Sperando in più benigne stelle estive, naturalmente, e in un numero minore di perturbazioni. Intese, quest’ultime, come politiche e gestionali.
(foto di Alfredo Tabocchini)




TRENO
“……Vedremo se nel 2012 l’iniziativa -che venne festeggiata nel decennale e subito dopo …soppressa-…”
Se non erro il Treno della Lirica venne soppresso poichè (tutti i Sindaci della costa ci si facevano belli ma) il conto veniva sempre e solo presentato al Comune di Macerata e l’Amministrazione non se la sentiva più di supportare questo treno con decine di milioni l’anno (se non ricordo male questo è uno dei capitoli passivi per cui si è acceso il mutuo da 10 miliardi).
Inoltre il Treno arrivava poco prima dell’inizio dell’Opera e ripartiva subito dopo, impedendo di fatto ai turisti di fermarsi a Macerata, visitarla, eventualmente spendere nei negozi.
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RILASSAMENTO
“…Ieri sera al ‘Pozzoestate’ l’assessore era Federica Curzi, molto rilassata anche perchè lei con il Sof non c’entra nulla….”
Anche noi maceratesi tutti saremmo estremamente rilassati se ci capitasse un assessorato alla non-violenza ed ai rapporti con l’Europa, condito da uno spruzzo di pari opportunità e partecipazione e decentramento
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PROPAGANDA-MARKETING-PUBBLICITA’
“….Presente al completo la macchina della comunicazione: il capo ufficio stampa Beatrice Giongo con Anna Pisani e Maria Clara Montesi. Un lavoro magnifico, il loro, che ha trasmesso il nome del Sof ovunque in un’Italia estiva sovraffollata di manifestazioni ad alto livello….”
Che il SOF [[[che tutti sanno essere un devastante malessere corporale che ha come effetti collaterali delle incredibili flautolenze fantozziane]]]] sia un nome trasmesso ovunque è una favola di mezza estate….
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Chissà perchè poi, nella cinquina “politica” resta escluso l’unico che ha presentato un progetto che costa poco e rende tantissimo.
Ma quello che sarebbe interessante sapere è se la scelta del nuovo Direttore Artistico verrà fatta da un CdA dell’Associazione fine-mandato oppure il Presidente ed il Vicepresidente dell’Associazione sceglieranno altri membri del Cda, possibilmente migliori di quelli che sono con le valigie in mano.
Certo è che se sarà il Cda “in uscita” che nominerà il nuovo Direttore Artistico è una presa per i fondelli: già questo CdA dovrebbe dare spiegazioni sui bilanci, ma che sia chi sta andandosene a “legare” la Lirica maceratese, per il prossimo futuro, è uno squallido teatrino della peggiore politica.