Terranostra “meraviglia d’Italia”: folklore internazionale ad Apiro

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FolkApiro0508111-300x225di Maurizio Verdenelli

Apiro in festival. Da lunedì a lunedì, piccola grande capitale del folklore marchigiano e non solo. Dal giorno 8 fino a ferragosto in un’esaltante maratona no stop, si esibiranno nella splendida ‘bomboniera’ all’ombra del San Vicino, i gruppi di Filippine, Kenya, Montenegro, Russia, Venezuela mentre per l’Italia insieme con lo storico ‘Urbanitas‘ apirese (fondato nel 1933) anche il “Città di Quarto” (dal 1928) dalla Sardegna.
Terranostra è il nome del festival: da quarantuno anni. Poteva sfuggire, finalmente, una tale ricchezza alla sua doverosa storicizzazione? No, non poteva. “Così nel corso di una cerimonia a Pescara, ‘Terranostra’ è stato inserito tra ‘Le Mille meraviglie italiane‘, elenco ufficiale di merito redatto a livello governativo e statale” ha annunciato il  sindaco di Apiro, Settimio Novelli, oggi in Provincia dove il festival è stato presentato.Ma non basta: per due giorni, domenica 14 e a ferragosto Apiro e le sue bellezze avranno uno share stellare in occasione della doppia ripresa tv in mondovisione della messa (ore 11) dalla antica Collegiata di Sant’Urbano. A celebrare a ferragosto sarà l’arcivescovo di Camerino e San Severino, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, il suo vicario il giorno prima. Il mondo sarà dunque ‘di casa’ ad Apiro per otto lunghi giorni ed altrettante ‘notti bianche’: ha sottolineato Donatella Bastari, presidente dell’Unione dei gruppi folcloristici marchigiani (Ugfm). La sintesi, lungo 24 ore, coinciderà con sabato 13 quando andrà in scena la “Festa paesana”. Se l’amicizia si stringe a tavola, quello sarà il posto e il momento giusti. La serata del …dì di festa viene infatti dedicato alla gastronomia: per le vie del paese i gruppi stranieri ospiti offriranno assaggi di piatti caratteristici del Paese da cui provengono in un’ininterrotta colonna sonora di musiche e balli sino all’alba, o quasi. Quand’è piccolo e leggero il mondo visto da ‘Terranostra”! La gastronomia, inoltre, non si ‘santificherà’ laicamente ed internazionalmente solo di sabato ma per otto giorni in quanto è compresa all’interno di Art&Terra, mostra mercato (anche) di artigianato artistico ed etnico che viene allungata per l’intero arco temporale del festival e “a grande richiesta” (dicono gli organizzatori) quest’anno si terrà per le vie del centro storico. Intanto in linea con la nuovissima filosofia delle “porte aperte in Provincia”, voluta dal presidente Antonio Pettinari, anche e sopratutto Terranostra, gioiello all’interno dei 5 festival internazionali del folklore che si stanno svolgendo nel Maceratese, è stato presentato come si conviene nella sala consiliare. Con lo stesso Pettinari, il sindaco Novelli, Donatella Bastari; il presidente del gruppo Urbanitas e direttore artistico di ‘Terranostra’, Federico Ciattaglia e il giornalista Ugo Bellesi, già caposervizio de “Il Resto del Carlino”, noto enogastronomo, autore di fondamentali studi sul mangiare regionale. “La Provincia -ha detto Pettinari- deve essere la Casa di tutti, non un pur laico santuario istituzionale dove ci si muove con circospezione e con timore. Il territorio, le sue manifestazioni più autentiche, le radici, le tradizioni qui hanno diritto di cittadinanza e l’Ente è tenuto a dimostrare concretamente la propria affettuosa vicinanza e l’apprezzamento per quella che la propria gente fa a favore di tutti. Il folklore è la cultura profonda di una popolazione, un fatto di straordinaria importanza, rappresentandone il Dna, la carta stessa d’identità. In questo senso Terranostra è storicamente la manifestazione spettacolare più alta e meritoria con l’apertura da sempre al folklore mondiale. A questo si aggiunge il merito altissimo dell’associazionismo e quindi del volontariato che é il motore di tali manifestazioni di successo che anno dopo anno che raccolgono migliaia e migliaia di persone senza battages publicitari e il richiamo dei soliti volti noti televisivi. Abbiamo bisogno di riscoprire il nostro territorio, le origini per trovare rinnovate ragioni e la forza per andare avanti in un momento tanto difficile”. Dai presenti un coro di ‘grazie’ a Pettinari per l’opera di visibilità e promozione del movimento intero legato al folklore che dopo il successo del festival di Matelica e quello, in corso, di Castelraimondo si appresta ad aprire il sipario su Apiro e successivamente Macerata e San Ginesio. “E’ la prima volta da 15 anni a questa parte che come amministratore di Apiro, prima come assessore poi per due volte come sindaco, ho avuto l’occasione -ha detto Novelli- di essere invitato qui in Provincia a presentare il nostro festival. Sono grato a ‘Tonino’ ed ero sicuro che avrebbe agito così lui così attento al nostro territorio. Lo ricordo assessore provinciale, nel quinquennio ’90-’95 promuovere una fondamentale attività di prevenzione degli incendi boschivi attraverso appostamenti. E lo ricordo per l’opera meritoria volta a rendere le nostre strade migliori e più sicure”. Il sindaco ha ricordato inoltre come Terranostra nasca da una simbiosi, fortissima e certo necessaria, tra il gruppo Urbanitas e l’amministrazione comunale. “Una coesione che produce ogni volta, da 41 anni, il festival folcloristico più importante del panorama marchigiano -ha affermato Donatella Bastari- Io presiedo il gruppo della vicina Staffolo, e ‘Terranostra’ è stato per noi scuola e riferimento altissimo”. “E’ stata una preparazione durata 12 mesi, con tantissimi impegnati come un sol uomo nelle ore libere: davvero un paese in festival” ha dichiarato Ciattaglia che ha rivendicato a ‘Terranostra’ il merito, sin dai primi anni ’90, di aver accomunato per la prima volta folklore ed enogastronomia. Naturalmente con grande successo. “Niente di più naturale mettere insieme il mangiare con il folk” è intervenuto Bellesi “Il saltarello era un rito propiziatorio degli antici Piceni, ancor prima dei romani, legato al culto della dea Cerere e quindi alla coltivazione agricola e alla produzione del grano. Ma c’è di più: come mi disse Giovanni Ginobili, il ritmo del saltarello è quello dell’antica melopea mutuato dai piceni che ne avevano imparato le cadenze dalle colonie greche di Ancona e Numana”.
L’enogastronomo è risalito fino al piatto tradizionale marchigiano della polenta la cui festa in costume è stata la ‘matrice’ stessa di ‘Terranostra’. Lo stesso Bellesi ha scoperto ben 35 condimenti diversi per la polenta ‘made in Marche’. E il dolce…per finire. “Serpe, condiviso anche con l’Ascolano, cavallucci, calcioni sono tipici di Apiro”. Vi aspettano al festival.
Ed ecco il programma, giorno per giorno.
Lunedì 8 agosto, ore 21. 30. Presentazione dei gruppi: Filippine, Kenya, Italia, Montenegro, Russia, Venezuela, Urbanitas.
Martedì 9 agosto, ore 21.30. Spettacolo in piazza Baldini (Filippine e Russia).
Mercoledì 10 agosto, ore 21.30. Spettacolo in piazza Baldini (Kenya, Sardegna).
Giovedì 11 agosto, ore 21.30. Spettacolo in piazza Baldini (venezuela, Russia).
Venerdì 12 agosto, ore 21.30. Spettacolo in piazza Baldini (Montenegro, Filippine).
Sabato 13 agosto. Festa Paesana. Ore 17: spettacolo Minigruppo. I gruppi animeranno la serata con musica e balli per le vie di Apiro. Ore 22,30. Degustazione dei piatti tipici internazionali.
Domenica 14 agosto. Ore 22. Concerto (pista di pattinaggio).
Lunedì 15 agosto. Ore 10.55 Collegiata di Sant’Urbano. Messa solenne con canti tradizionali dei gruppi.
Ore 12. Sfilata dei gruppi per le vie del paese con canti, balli ed animazione.
Ore 21 (ingresso: 10 euro). Grande serata conclusiva con la partecipazione dei gruppi ospiti presso la pista di pattinaggio.


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