Ora con CM c’è più gusto
Parte lo speciale enogastronomia
di Carlo Cambi
Se dico tradizione so già che qualcuno pensa: eccolo ora ci parla di roba vecchia. Attenti: la tradizione non è affato statica, non è museificazione, ma al contrario fu all’origine un’innovazione così ben riuscita da consolidarsi nel tempo. Sta nella tradizione il sapore delle nostre terre e oggi con CM la decliniamo con l’innovazione. Lo strumento è internet, il contenuto sono le nostre identità: di territorio, di ruralità, di campagna, di gusto. Va on line – s’usa dire così – un nuovo spazio di Cronache Maceratesi. E’ quello dedicato al gusto delle nostre terre. Ogni settimana vi forniremo itinerari, eventi, calendari, ricette, occasioni per incontrare i nostri sapori. Ma ogni giorno, com’è necessario se l’attualità incalza, saremo pronti a dare conto di ciò che avviene. Con gusto. Per parte mia ho subito due ringraziamenti da fare: il primo è a voi che state leggendo. Spero che ci incontreremo spesso e che da voi nascano suggerimenti, consigli, magari dibattiti. E’ questa la magia della rete delle reti: fare dell’informazione un dialogo. Il secondo ringraziamento va a Cronache Maceratesi che consente a me di dare forma ad un minimo sogno che ho coltivato in questi anni: creare a Macerata una “scuola” di informazione enogastronomica. L’ho fatta con il Mangiarozzo – un libro che credo sia noto a molti – che è un racconto per via di osterie e di trattorie dell’Italia autentica del buono. Oggi ho la felice opportunità di farlo con Cronache Maceratesi. Troverete infatti le firme di Giulia Canuto e di Petra Carsetti, autrice di un ricchissimo volume sulla cucina marchigiana edito da Newton Compton, dal quale ogni settimana estrarremo una ricetta, oltre a quelle dei redattori di Cm e di quanti vorranno partecipare a questa avventura di gusto.
Ma il compito che ci siamo assegnati è quello di dare conto del senso più profondo e vero dell’enogastronomia intesa come comprensione e narrazione del rapporto che lega cibo e cultura e che ci obbliga ad indagare – secondo i dettami mai superati di Brillat Savarin – la biologia, l’agronomia, l’antropologia, la storia, la filosofia, la psicologia e la sociologia. Noi ci occupiamo di Agri-Cultura. In questi nostri tempi sono necessarie riflessioni anche sulla possibilità che da un comportamento dell’uomo come accorto fittavolo del Creato e non padrone della terra, possa scaturire un buon modello di consumo e un più equilibrato sviluppo economico. Queste insieme con il giornalismo di servizio sono le coordinate lungo le quali si muoverà la navigazione di CMGusto. Anche per dare giusto protagonismo a chi suda la terra, i nostri produttori agricoli, a chi suda la cucina, i nostri cuochi e le nostre cuoche, a chi con passione trasforma, gli artigiani del gusto, i prodotti della terra in eccellenze, a chi, infine, con dedizione e intelligenza si dà a promuovere queste eccellenze. Lo faremo con tutti i mezzi che internet ci mette a disposizione: con la cronaca, i forum, la web tivù.
L’intento è quello di creare un circuito virtuoso che ci porti a rivalutare la nostra tradizione, il nostro patrimonio di valori antropici, nel racconto dei nostri meravigliosi territori.
Ma per la prima puntata di CM abbiamo scelto un tema del tutto particolare: l’acqua. Ce lo ha imposto la cronaca – l’arrivo finalmente dell’acquedotto del Nera, e l’afa perdurante di questa estate giaguara – e ce lo impone il riflettere sulla perdita di valori. A cominciare da quello dell’acqua. Ho di recente scritto un libro – su impulso della Camera di Commercio ed editato da Retecamere – che s’intitola: Le Fonti Raccontano. E’ un viaggio attraverso le sorgenti, i fontanili, i lavatoi nella nostra terra, nella nostra tradizione. Ho scoperto che gran parte di queste fontane che erano l’agorà delle donne, sono in oblio. E qui torna la cronaca: la fontana del Lumacone, in piazza Mazzini, ultimo esempio di mecenatismo in città, è stata devastata definitivamente dai vandali a poco più di un anno dalla sua inaugurazione. A me pare che questo gesto di inciviltà sia il segnale più forte e preoccupante della a-valorialità dei giorni nostri. Si è devastato un simbolo della città perché non si è più capaci di rapportarsi con il nostro patrimonio. Così come si spreca l’acqua perché non se ne conosce il valore. Eppure anche per un gastronomo l’acqua è un valore immenso. Dipende dalla qualità dell’acqua se viene buono il pane, se la pasta è saporita, se la sete di piacere gastronomico è soddisfatta. Non lo sappiamo, ma le terre maceratesi sono ricchissime di ottime acque. Giulia Canuto vi accompagna in un itineraraio di queste acque. Fatelo: scoprirete un valore immenso. E forse smetteremo di navigare nelle nostre cattivisisme acque che hanno travolto il povero Lumacone, semplicemente perché si è seccata la sorgente della saggezza mentre è in piena il fiume della stupidità. Noi con CM di Gusto raccontando il buono della vita vogliamo anche costruire un argine a questa valanga d’idiozia. Buon tutto!

Bello bello!! Quanno se tratta de magnà noandri maceratesi ce troimo sempre!