Domenico Dari Mattiacci compie 105 anni
Pietro Carletti spegne cento candeline

San Severino e Pollenza festeggiano i loro concittadini

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Domenico Dari Mattiacci

Festa grande, a Gaglianvecchio di San Severino Marche, per il più longevo fra i settempedani: Domenico Dari Mattiacci, classe 1906, che il 23 giugno scorso ha compiuto 105 anni. L’intera comunità si è ritrovata per una santa messa celebrata da don Luigi Pistoni e da padre Ivo Marchetti alla presenza del sindaco, Cesare Martini, e dell’assessore comunale Tito Livio Lucarelli. Al pomeriggio in allegria non è voluto mancare un altro centenario: Filippo Scisciani, classe 1910, amico di lunga data del festeggiato.

Domenico Dari Mattiacci è l’unico rimasto di otto fratelli gli ultimi dei quali, Ettore ed Ottavio, se ne sono andati non molto tempo fa. Con questi Domenico, in passato coltivatore diretto ed appassionati di funghi, caccia e pesca, ha condiviso molti anni della sua esistenza dividendo lo stesso tetto e molte azioni quotidiane come la cottura del pane in casa. La famiglia Dari Mattiacci è stata sempre legata ad Enrico Mattei, fondatore dell’Eni, che da partigiano venne accolto, proprio a Gaglianvecchio di San Severino Marche, durante la Resistenza.

 

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Il Sindaco Luigi Monti con Pietro (Enrico) Carletti

Festa grande, oggi, anche a Pollenza per le cento candeline di Pietro Carletti detto Enrico. La sua è stata una vita lunga e ricca di emozioni. Il centenario pollentino che oggi (lunedi 27 giugno) festeggia con la sua famiglia il secolo di vita, è arzillo e lucido quando racconta vicende personali che si intrecciano con un secolo di storia italiana. Un’avventura iniziata in contrada Morazzano a Pollenza con i lavori nei campi e che a soli 24 anni lo ha portato in Eritrea per combattere nelle campagne d’Africa. Dopo un congedo di due anni e il ritorno alla serenità di casa, esplode la seconda guerra mondiale e nuovi ordini militari lo portano sul fronte greco-albanese. Ricorda tutto alla perfezione Pietro, che tiene scrupolosamente a specificare che lui è conosciuto da tutti come “Enrico”, il nome che piaceva alla mamma. La salute quasi perfetta di cui gode fa pensare alle fatiche della trincea, alla paura della prima linea e alla durezza dell’ambiente africano, ma tutto questo non ha intaccato il copro e lo spirito di questo uomo piccolo e veloce, sempre sorridente. A festeggiarlo ci sono le due figlie Ida e Agnese, mentre il rammarico va alla moglie Nazzarena, che seppur più giovane, lo ha lasciato l’anno scorso. Il sindaco di Pollenza Luigi Monti ha voluto riservare a Enrico la Sala Nobile del Comune, ha donato una bottiglia e un mazzo di fiori in onore della vita semplice e piena di valori che questa famiglia incarna. Il festeggiato si ritiene “contento e soddisfatto” dei suoi primi cento anni, si augura che ne vengano altri così e ringrazia tutti quelli che gli vogliono bene. A lui vanno gli auguri dell’Amministrazione Comunale di Pollenza e di tutti i cittadini.

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Ieri la festa per i 104 anni di Maria Sebastiani, la più longeva di Macerata (leggi l’articolo).

 

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