Camila Giorgi, parla la mamma:
“Ecco la nostra vera storia”

La giovane atleta nata a Macerata è salita agli onori della cronaca per l'accesso al tabellone principale del torneo di Wimbledon
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Camila-Giorgi

Camila Giorgi, nata a Macerata, promessa del tennis azzurro

di Filippo Ciccarelli

Claudia Fullone è una donna energica e riservata. Che sia energica lo si capisce quando al telefono parla, con passione e orgoglio, della propria famiglia. La riservatezza emerge dal fatto che, nonostante sia la madre di una giovane campionessa, sia assolutamente restia a concedere interviste, a differenza di molti altri che, essendo genitori di “baby-prodigi”, difficilmente resistono alla tentazione di recitare il ruolo di co-protagonisti. La ragazza prodigio di cui stiamo parlando è Camila Giorgi, atleta italiana di origini argentine che è nata a Macerata il 31 dicembre 1991, recentemente salita agli onori della cronaca per l’accesso al tabellone principale del torneo di Wimbledon (leggi l’articolo), prestigiosa manifestazione che fa parte delle competizioni del Grande Slam, ritenuta una delle promesse più interessanti del tennis di casa nostra. In rete non si trovano dichiarazioni o interviste rilasciate dalla signora Fullone, ed è quindi interessante sentire quello che ha da dirci.
“Vi chiamo perché ho letto quello che è stato scritto dal vostro giornale su Camila (leggi l’articolo). Vorrei fare, se possibile, una rettifica”.
Prego.
“Sono state dette cose non vere dal signor Gianni Ciccarelli, in merito alla nostra presenza al circolo di via dei Velini. E’ vero che Camila lo ha frequentato, insieme ad altri fratelli: in quel periodo avevo tre figli che giocavano a tennis, poi gli altri due hanno smesso per percorrere altre strade. Ma non è assolutamente vero che abbiamo avuto disponibilità gratuita di campi, o che Camila si allenasse per pomeriggi interi, figuriamoci se poi ci hanno trovato casa… se qualcuno vuole parlare di tennis, magari criticare le scelte fatte dalla nostra famiglia, è un conto. Ma io sono arrivata a Macerata nel 1991, come avrebbe fatto il signor Ciccarelli a trovarci casa se Camila l’ha conosciuta nel 1998?”.
Ma è vero che avete vissuto a Piediripa?
“Sì, le spiego: noi siamo arrivati a Macerata nel novembre del 1991. Appena un mese dopo è nata Camila. Lei l’abbiamo portata al circolo del tennis nel 1998, quando aveva 7 anni. Abbiamo avuto momenti di difficoltà economiche, come penso che succeda a quasi tutte le giovani coppie che hanno dei figli. Io ho tutte le carte per dimostrare quello che dico, ovviamente; se ci siamo conosciuti nel 1998 , come ha fatto a trovare casa nel 1991?”.
E per quello che riguarda i campi?
“Camila si allenava, ma non per tutto quel tempo che dice il signore nel vostro articolo. Sette ore non le reggerebbe nemmeno un professionista di 1.80 m, figuriamoci una bambina di quell’età: il giorno dopo sarebbe andata all’ospedale, piena di problemi muscolari. Inoltre, sia io che mio marito lavoravamo: in particolare io non solo avevo il mio impiego presso l’Università di Macerata, ma dovevo occuparmi anche di un altro bimbo più piccolo, per cui non avevo proprio il tempo di fare tutte quelle cose che sono state scritte. Tra l’altro noi chiedemmo effettivamente un’agevolazione, uno sconto per usufruire del campo, ma abbiamo sempre pagato tutto. Camila si allenava su un campo in mateco che è un campo che non è veloce, è in più era molto degradato. C’è la storia del frigo, poi…”.
Il frigo?
“Ma sì, tutte le mie amiche e tutte le persone che mi conoscono si sono messe a ridere: io in cucina ancora oggi non me la cavo bene, figuriamoci a quel tempo!”.
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Qual è il suo ricordo di Macerata?
“A Macerata ho dei ricordi bellissimi. Lì sono nati ed ho iniziato a crescere due dei miei figli, Amadeus e Camila. Ho avuto dei colleghi splendidi all’università, ci sono tante persone che ci conoscono e con cui rimaniamo in contatto. A proposito dell’università, i miei bambini si sono allenati anche al CUS, e devo dire che anche lì ho dei ricordi molto belli”.
Dove siete andati, dopo aver lasciato la città?
“Abbiamo girato diversi posti, ma non siamo mai stati a Recanati, per esempio. Dopo aver vissuto a Parigi, ora abitiamo a Miami, in Florida”.
Quali sono i vostri rapporti con la Federazione Italiana Tennis?
“Sono ottimi, loro hanno sempre accettato la scelta di mio marito di allenare Camila. Lei ha ricevuto molte offerte da parte di tanti allenatori, ma abbiamo fatto questa scelta. Si può essere ovviamente d’accordo o meno su queste cose tecniche, ma ci tenevo a precisare che, nonostante come famiglia abbiamo avuto momenti economici difficili, li abbiamo sempre risolti insieme: vorrei che non si dicessero inesattezze sul nostro privato, sulla mia famiglia. Non mi sono mai voluta esporre in prima persona, ma in questo caso lo ritengo doveroso. Ripeto: si può dire tutto quanto su Camila come tennista e sulle scelte fatte dalla famiglia in questo senso, ma chi fa certe affermazioni sulla nostra storia poi dovrebbe poterle provare, e non è questo il caso. Non mi piace che ci si faccia pubblicità come se si fossero opere di carità che non si sono mai fatte. In ogni caso, auguro al signor Ciccarelli che dal suo circolo esca, magari un giorno, un vero grande campione…”.



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