Intervento riuscito, Carancini presto a casa
Ha avuto esito positivo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto questa mattina il sindaco di Macerata Romano Carancini che è stato operato all’occhio destro in una clinica romana dopo il processo di distaccamento della retina iniziato domenica mattina, in seguito alla partecipazione al pellegrinaggio Macerata-Loreto. Accompagnato dalla moglie Betty Torresi, il sindaco da ieri si trova a Roma e stamattina alle 8 è entrato in sala operatoria; l’intervento è durato due ore. Carancini è tanquillo e sereno, la situazione appare più positiva di quanto si immaginasse, infatti, il distacco della retina non è totale ma parziale e tutto lascia sperare per un completo recupero. Domani mattina il sindaco effettuerà un controllo per poi rientrare a Macerata dove dovrà comunque restare a riposo. Tra dieci giorni dovrà tornare a Roma per un ulteriore controllo.
m. z.

Nell’augurare a Romano una pronta e piena guarigione, mi viene da fare questa (ingenua) riflessione di carattere generale.
Oggi amministrare un Comune, fosse anche di poche migliaia di abitanti, è terribilmente faticoso. Secondo me, il mestiere di Sindaco di una città capoluogo di provincia è più gravoso e ingrato di quello, ad esempio, di un presidente di provincia, di un consigliere regionale o di un parlamentare.
Le risorse, in primo luogo, sono estremamente limitate, per cui non è possibile mettere in campo una brillante progettualità. Bisogna volare basso e fare i conti anche con gli spiccioli, sicchè con grande difficoltà si riesce a mantenere il livello esistente di wellfare cittadino e di investimenti per la cultura, per la sicurezza. In secondo luogo, laddove si potrebbe fare qualche buon risparmio ci sono resistenze fortissime da parte di sacche di privilegio dure a morire, che magari fanno riferimento proprio all’area politica che in quel momento è maggioranza, e che, anche volendolo, non puoi scardinare in poco tempo. E poi bisogna continuamente fare una scala delle priorità, e se ne individui una automaticamente scontenti tutti coloro che sostengono invece una diversa scala di emergenze.
Per un Sindaco (il discorso vale per Carancini, ma credo sia eguale per Mobili a Civitanova, tanto per fare un esempio nel campo del centro-destra) l’arte del governare si riduce ad una mediazione continua ed estenuante: prima nel proprio partito, poi tra i partiti della coalizione, poi con gli organismi sovracomunali, poi con la varie lobbies cittadine.
Qualunque cosa un Amministrazione Comunale decida di fare, scatena critiche di ogni tipo. Esempio banale: il rifacimento della circonvallazione delle mura non era una priorità; ben altre opere pubbliche dovevano essere fatte prima di mettere mano all’asfalto di viale Trieste; sì, era una priorità, però bisognava attendere la fine del calendario scolastico (così magari i lavori sarebbero proseguiti durante Musicultura, e allora sarebbero partite altre critiche feroci); il traffico deviato in via Piave bisogna prevederlo; se i soldi mancano, perchè buttarli su questo rifacimento (se però non spendi, allora l’ente è paralizzato e immobile), forse c’entrano i mondiali di pattinaggio … e così via sproloquiando, con grande godimento dei critici a tempo pieno.
Attenzione: io non voglio dire che il rifacimento di viale Trieste fosse la priorità delle priorità. Sinceramente non sono in grado di dirlo. Sono però convinto che la stessa bordata di critiche e di fischi ci sarebbe stata se il Comune avesse messo mano a qualche altra opera pubblica. Così come sono certo che nell’operato dei un Comune spesso si riscontrano azioni e omissioni cvhe sono solo il frutto di sciatteria, di indifferenza, di superficialità.
Questa consapevolezza mi porta a non essere d’accordo sia con chi dice che tutto va male che con chi, difendendo a spada tratta l’Amministrazione, sostiene che tutto va perfettamente. In un caso e nell’altro si tratta, a mio avviso, di argomentazioni pregiudizialmente contrarie o pregiudizialmente favorevoli.
Secondo me, in una collettività di medie dimensioni come la nostra e in tempi così difficili, sarebbe opportuno che i partiti di maggioranza e di opposizione si mettessero d’accordo su alcuni limitati e ben individuati punti programmatici (che dovrebbero restare tali anche nell’ipotesi di un cambio di maggioranza), scelti al di fuori delle campagne elettorali e anche per il tramite di una consultazione on line (magari tramite questo giornale), per poi differenziarci, in base ai singoli orientamenti politici, su tutte le altre variabili ipotesi di programma.
E’ un sogno di mezza ( o di quasi) estate? Temo proprio di sì.
Comunque, di fronte alle malattie e ai lutti non ci devono essere differenziazioni. E quindi, forza Romano!