“La vendita della Smea al Cosmari
certifica il totale fallimento
della politica dei rifiuti”

L'intervento dei consiglieri comunali di Macerata è nel Cuore, Fabrizio Nascimbeni e Francesca D'Alessandro
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Fabrizio-Nascimbeni

Fabrizio Nascimbeni, capogruppo in Consiglio comunale di Macerta è nel cuore

Domani il Consiglio comunale di Macerata prenderà il via con la delibera relativa alla proposta di acquisto da parte del Cosmari dell’intero pacchetto azionario della Smea e all’accettazione dei rispettivi termini e delle condizioni preliminari al perfezionamento dell’atto di compravendita.

A tal proposito intervengono i consiglieri comunali di Macerata è nel Cuore,  Fabrizio Nascimbeni e Francesca D’Alessandro:

Domani pomeriggio (martedì), per chi avrà il piacere di assistervi, in Consiglio Comunale a Macerata andrà in scena l’ultimo atto della vendita della società SMEA SpA al Cosmari – Consorzio Obbligatorio Smaltimento Rifiuti. La storia della trattativa s’intreccia con un’altra vicenda spinosa: la questione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti.

Il Cosmari, in maniera del tutto arbitraria, avocando a se il diritto sanzionatorio che compete alla Regione, ha introdotto misure di penalizzazione a carico dei Comuni che non si erano dotati di raccolta differenziata “porta a porta”. Contro questa decisione l’Amministrazione comunale ha presentato ricorso al TAR e il Sindaco ha rassicurato i cittadini sul fatto che era un’ingiustizia e che il Tribunale avrebbe certamente annullato quelle tariffe. Insomma: cittadini non vi preoccupate, non pagherete per questo sopruso.

Con la vendita della SMEA la speranza diventa certezza. Il Cosmari è disposto a comprare a patto che l’Amministrazione comunale ritiri i ricorsi pendenti. In soldoni, la città di Macerata vende la SMEA – perché la Società appartiene ai cittadini– incassando 1.402.500 euro e il Comune ritira il ricorso per un importo quasi equivalente (circa 700.000 euro per l’anno 2010 e altrettanto per il 2011).

In sintesi la SMEA verrà ceduta a compenso zero o quasi. Certo, onestamente, dopo anni di trattative, di incontri, dopo diverse perizie per definire il valore di cessione, si poteva ottenere qualcosa di più, soprattutto perché non è stato deciso di compensare le somme e tenere indenne il saldo ma il Comune verserà quanto deve in dieci anni pagando gli interessi, mentre il Cosmari pagherà quanto ci deve a rate ma di interessi non se ne parla (?!?!). Anche il “pagherà” è tutto da vedere perché il valore della SMEA è stato legato all’esito di una “post acquisition due diligence”. La materia è un po’ tecnica ma cercheremo di spiegarla in parole semplici. L’acquirente si riserva di modificare unilateralmente il valore d’acquisto trattenendo la differenza dalle quote ancora da versare, qualora la Società acquisita non rispondesse alle sue aspettative. Generalmente la verifica avviene solamente prima della cessione delle azioni, anche perché, se l’acquirente dovesse stabilire che il valore è sensibilmente inferiore, chi vende potrebbe riservarsi di non concludere l’affare. Invece in questo caso noi cittadini vendiamo ma non abbiamo la certezza di quanto andremo a prendere.

Ma c’è ben altro. Uno dei motivi del contendere era il fatto che la SMEA dovesse rimanere autonoma tanto che il Sindaco ha richiesto una clausola specifica. Nella delibera che il Consiglio comunale si appresta ad approvare in fretta e furia, c’è scritto “mantenimento di SMEA come società autonoma per […] almeno 5 anni, fatta salva ogni autonoma, diversa e insindacabile determinazione da parte del Cosmari”. In pratica il Cosmari compra la SMEA e, magari ancora prima di averla pagata, la mette in liquidazione. Complimenti!

Concludiamo con la previsione della modifica del sistema di raccolta. Da sempre Macerata è nel Cuore ha chiesto chiarimenti in merito alla raccolta “porta a porta” che nella nostra città non veniva applicata a differenza del resto della Provincia (… e del resto d’Italia). Ci è sempre stato risposto che quel sistema non funzionava e che risultati migliori si sarebbero ottenuti con la differenziata di prossimità, un metodo rivoluzionario che è stato sperimentato con successo nella frazione di Piediripa.

Pur di cedere la SMEA il Sindaco ha accettato di cambiare sistema di raccolta inserendo nella delibera che è pronto a metter mano al portafoglio (nostro, sia ben chiaro) per mantenere l’equilibrio economico finanziario della Società dopo l’avvio della “gestione della raccolta dei rifiuti secondo il sistema porta a porta”. Delle due l’una: o il Sindaco mentiva prima quando diceva che quel sistema non funzionava o, nel tentativo di accontentare senza “se” e senza “ma” il Cosmari, sta trascinando la città nel caos.

Una sola cosa è certa, con questa brutta storia si sta certificando il totale fallimento della politica dei rifiuti nella nostra città. Non si è scelta la transazione, si è accettato di farsi mettere un cappio al collo per chiudere il più velocemente possibile una storia la cui responsabilità ricade esclusivamente sull’Amministrazione comunale.

La fallimentare e scellerata politica dei rifiuti eseguita da chi ha amministrato Macerata fino ad oggi causerà, come citato nel ricorso stesso, un serio pregiudizio all’organizzazione finanziaria e contabile dell’Amministrazione.



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