De Simone (La Destra): “A questa politica
serve un codice etico”
Da Michele De Simone (La Destra), riceviamo:
Troppo spesso l’idea dell’inconciliabilità tra la morale e la politica ha favorito la crescita di un sentimento di diffidenza nei confronti dei rappresentanti politici e di conseguenza un costante allontanamento da parte della società civile. Non ci si fida più della politica e di chi la fa. E questo è un dato di fatto purtroppo incontestabile. Le percentuali di coloro che decidono di non recarsi a votare sono purtroppo in costante aumento. I cittadini vengono spesso considerati un optional e per questo sono disillusi. Serve allora una scossa, un atto di responsabilità. Nell’Ottobre del 2004 il Consiglio d’Europa allarmato dal moltiplicarsi degli scandali giudiziari in cui sono implicati responsabili politici a motivo di atti commessi nell’esercizio delle loro mansioni e constatando che il livello locale e regionale non sfugge a questo fenomeno, ha adottato il Codice Europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali. Un Codice di comportamento non ha poteri taumaturgici, tuttavia rappresenta un punto di partenza sul quale innestare idee ed esperienze proprie di questa realtà locale e quindi favorire l’avvio di un processo teso a promuovere comportamenti politicamente ed eticamente corretti all’interno della pubblica amministrazione, ispirati a principi di trasparenza e di controllo. Una Pubblica Amministrazione trasparente, seria, meritocratica, partecipata e aperta al confronto e al dialogo è quello che vogliono i cittadini. Una politica vista come servizio e non come corsa alle cariche e alle poltrone. Le cariche ci sono, e qualcuno deve ricoprirle. Ma non può essere solo quello il fine dell’impegno politico. Pertanto la Provincia e gli Enti Partecipati dovrebbero far propri i principi del Consiglio d’Europa ed emanare un Codice Etico per uniformare ad esso l’azione amministrativa in tema di comportamenti degli eletti (prevedendo ad esempio un divieto di cumuli di mandati negli Enti Locali e nelle Partecipate), in tema di assunzioni (rendendo maggiormente trasparenti le modalità di selezione), di consulenze (limitandole e favorendo il merito prima dell’appartenenza politica) e di Appalti (magari prevedendo la rotazione nelle forniture e l’esclusione dalla gare da parte di quelle Aziende che attuano alcuni comportamenti scorretti nei confronti dei dipendenti). Sono semplici principi che dovrebbero essere sottintesi ma metterli nero su bianco forse può ridare fiducia in una politica che è sempre più cinica”.
