Omicidio di Ascoli
Nuovo sopralluogo dei pm
a Colle San Marco

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Un appello delle Procure di Ascoli e Teramo affinchè chi ha visto qualcosa parli, un appello in particolare rivolto all’uomo che telefonò dopo essersi imbattuto nel cadavere. E ancora interrogatori nella caserma dei carabinieri di Ascoli. L’indagine per l’omicidio di Carmela Rea, 29 anni, barbaramente uccisa a coltellate da mani ancora ignote, prosegue a ritmo serrato.
Quattro procuratori la coordinano, vi prendono parte i carabinieri delle province di Ascoli e Teramo e gli investigatori non tralasciano nulla prima di stringere il cerchio attorno all’assassino. E per individuarlo controllano ogni particolare negli alibi delle persone sospettate, in particolar modo di tre di loro. Ieri controllata anche l’auto del marito della vittima.

Nuovo sopralluogo stamani dei magistrati a Colle San Marco. Da stamattina il Pm ascolano Umberto Monti è di nuovo sul pianoro, dove sono stati nuovamente portati i cani molecolari, impiegati nelle prime fasi delle ricerche della giovane donna, di cui si erano perse le tracce durante una gita al San Marco con il marito Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’esercito, e con la figlioletta di 18 mesi. Poi Monti e un altro dei sostituti di Ascoli, Carmine Pirozzoli, si dovrebbero spostare a Ripe, nel luogo in cui Carmela fu trovata cadavere e dove si suppone sia stata uccisa dopo aver lottato con il suo aggressore.

Una supposizione che, a quanto trapela da fonti investigative, non è ancora certezza: il nuovo sopralluogo dovrebbe quindi a raccogliere ulteriori elementi. In queste ore vengono anche sentiti vari testimoni, nel pomeriggio saranno ascoltati tra gli altri i gestori, il personale e i clienti del bar ristorante Cacciatore, dove la giovane mamma si era diretta per andare al bagno, ma dove non è mai arrivata. Il lavoro degli inquirenti in questa fase è mirato soprattutto a ricostruire tutte le fasi della presenza della giovane donna sul pianoro. Ma non solo: si cerca qualcuno che dovrebbe essere passato vicino al Chiosco della Pineta, a Ripe, prima della scoperta del cadavere. A proposito del luogo del delitto: gli inquirenti sono convinti di una messa in scena ben studiata.
Tra gli obiettivi dei sopralluoghi e dell’audizione dei testimoni c’è quello di circoscrivere con maggiore precisione l’ora dell’aggressione a Carmela “Melania” Rea e della sua morte. (Ansa)


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