La marcia su Roma
dei 120 bagnini

Moltissimi concessionari di spiaggia di Civitanova, Porto Recanati e Porto Potenza scendono in piazza contro la direttiva che prevede di non rinnovare più automaticamente le concessioni delle spiagge demaniali

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di Laura Boccanera

Partiranno all’alba di martedì  prossimo alla volta di Roma con l’obiettivo di trovare una soluzione contro la messa all’asta delle concessioni demaniali. Sono i 120 concessionari di spiaggia della provincia di Macerata che il 5 aprile scendono in piazza insieme ai colleghi di tutta Italia. Una vera e propria marcia su Roma per denunciare le anomalie della direttiva europea Bolkestein che prevede entro il 2015 un bando ad evidenza pubblica per l’assegnazione delle aree demaniali. <<Una situazione che ci sta togliendo il sonno – dichiara Marco Scarpetta dello chalet Raphael Beach – non è possibile fare investimenti se poi non abbiamo la certezza di avere riconfermata la concessione>>.

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Un settore quello dei balneari che ricopre l’87% del prodotto interno lordo della regione Marche Turismo e il 12% del pil nazionale. <<La politica per noi non si è mossa come ha fatto per grosse aziende in crisi, noi non abbiamo mai chiesto finanziamenti allo Stato e ora stanno facendo di tutto per danneggiarci – denuncia Claudio Pini, presidente Abat – siamo una categoria in attivo, siamo accatastati, paghiamo l’Ici ma non abbiamo garanzie sul patrimonio. E’ paradossale. L’unione europea sta cercando di appiattire qualsiasi tipicità come le nostre coste>>.

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La manifestazione è organizzata da Fiba-Federazione Italiana Imprese Balneari aderente a Confesercenti e Sib- Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio. A Roma tutti i concessionari di spiaggia incontreranno il Ministro Fitto e <<andremo anche da Berlusconi per chiedere di correggere questo atteggiamento di sudditanza nei confronti dell’Unione Europea>>.

La direttiva Bolkestein, emessa nel 2006 e nata per favorire la circolazione di merci e lavoro all’interno della comunità europea, prevede dopo un periodo di transizione, di non rinnovare più automaticamente le concessioni delle spiagge demaniali . Una novità in un mercato asfittico, in cui i permessi si tramandano di generazione in generazione e in cui l’accesso di nuovi soggetti imprenditoriali è impossibile. Una legge che apparentemente porterà alla liberalizzazione del mercato ma che in realtà mette a rischio 35mila famiglie e i loro posti di lavoro. Ma non solo. L’ormai nota procedura di infrazione attuata dalla Comunità Europea ai danni dell’Italia, che vedrebbe annullata la disposizione di legge che prevede il rinnovo automatico delle singole concessioni (fino ad ora di sei anni in sei anni) rischia di provocare pesanti impatti anche dal punto di vista occupazionale.

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In Italia sono a rischio 30.000 imprese, 400.000 addetti diretti che arrivano ad oltre 1.000.000 con l’indotto. La messa all’asta delle concessioni provocherebbe l’apertura del mercato a soggetti che vivono e operano anche al di fuori dell’Italia <<così però vengono meno le condizioni di pari opportunità imprenditoriali – denuncia Pini – solo l’Italia, la Francia e la Spagna ha concessioni demaniali per la spiaggia, per cui noi chiediamo a gran voce di uscire dalla direttiva Bolkestain perchè il nostro è un prodotto tipicamente italiano e ci aspettavamo che il governo, così come ha salvato benzinai, tabaccai e gioco d’azzardo avrebbe combattuto con noi una battaglia per la modifica della normativa, invece siamo soli e nessuno sembra saper bene di cosa stiamo parlando. Inoltre la direttiva europea è destinata a gestori di servizi, noi siamo concessionari di un bene, non di servizi, quanto costerebbe al comune e allo Stato doversi farsi carico del salvataggio in mare, della pulizia delle spiagge, dei bagni pubblici e delle docce che paghiamo come privati? Noi offriamo un servizio di utilità pubblica e come tale dovrebbe essere escluso dalla direttiva. Il rischio è che il nostro prodotto tipicamente italiano si trasformi in una multinazionale del turismo con un appiattimento che lasciamo solo immaginare>>. Da Piazza Navona partiranno due delegazioni, una al mattino e l’altra nel pomeriggio, che si recheranno sotto la sede romana della Regione Abruzzo, Regione che svolge funzioni di coordinamento in materia turistica, e sotto il Ministero per i Rapporti con le Regioni, per riaffermare l’opinabilità della bozza dell’Atto di Intesa Stato – Regioni sulla riforma delle concessioni predisposta dal Ministro Fitto.

(foto di Roberto Vives)

 

 

 

 


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