Uccise due donne a Loreto:
condannato all’ergastolo
Condanna all’ergastolo e concessione di una provvisionale esecutiva di risarcimento di 100 mila euro a ciascuna alle sette parti civili costituite. E’ il verdetto, pronunciato dopo sei ore di Camera di consiglio, dal gup Pietro Merletti a carico di Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, di Sirolo.
L’uomo che il 28 luglio scorso a Sirolo uccise a colpi di pistola la madre e la sorella dell’ex fidanzata Vincenza Mannino, 28 anni, rimasta ferita al bacino e a una gamba. La difesa (avv. Maila Catani), ha chiesto inutilmente al giudice di disporre una perizia psichiatrica sostenendo l’assenza di premeditazione. Accogliendo le richieste del procuratore della Repubblica Elisabetta Melotti, il Gup ha ritenuto Sopranzi colpevole di omicidio volontario premeditato, tentato omicidio e porto abusivo d’armi. Il difensore ha annunciato che ricorrerà in appello.
A cadere sotto i colpi di pistola – una Beretta cal. 7.65 detenuta da Sopranzi per uso sportivo – furono Rita Pulvirenti, 54 anni, e la figlia Silvana, 30 anni. Nella sparatoria, avvenuta mentre nei pressi dell’abitazione c’erano tre figli delle due sorelle, Vincenza fu “graziata” dall’ex fidanzato.
La relazione tra l’omicida e Vincenza si era interrotta e, dopo il ritorno della donna a Loreto per una vacanza, i due si erano sentiti telefonicamente e via sms. Forse proprio la frustrazione per l’impossibilità di riallacciare quel rapporto ha portato l’uomo a commettere la strage. Anche se, dalla ricostruzione della vicenda non è emerso alcun fatto particolare scatenante.
Sopranzi si presentò alle 15.30, in mountain bike, a casa di Rita Pulvirenti, e fece fuoco senza dire una parola. Si costituì tre ore dopo ai carabinieri. Oggi sostiene di non ricordare nulla di quei momenti e sostiene di aver visto solo sagome davanti a sè mentre sparava.
Nel giudizio, svoltosi con rito abbreviato, si sono costituiti parti civili Vincenza, suo padre, i due fratelli, il compagno di Silvana e i figli. I danni complessivi dovranno essere quantificati in sede civile. (Ansa)