Università e graduatorie
Il Tar annulla la delibera
del direttore amministrativo
Il Consiglio di Amministrazione aveva deciso di promuovere tre dipendenti senza un concorso pubblico
di Alessandra Pierini
Il Tar Marche ha condannato l’Università di Macerata e tre suoi dipendenti a pagare le spese del giudizio promosso da Anna Cimarelli, Giorgia Canella e Maria Cristina Isidori. L’Università di Macerata nel Consiglio di Amministrazione del 29 gennaio 2010 aveva deciso di promuovere ad un livello superiore tre suoi dipendenti, senza fare un pubblico concorso, ma attingendo da una precedente graduatoria che invece non poteva essere utilizzata. Il caso era stato sollevato nella sede della Cigl, alla presenza delle rappresentanze sindacali, lo scorso maggio. In particolare Giorgia Cannella, una delle ricorrenti aveva spiegato: «Nel maggio 2008 l’amministrazione decide di bandire 13 posti di categoria Ep . In altri casi ci era stato fatto presente, come recitava lo stesso bando, che non era possibile scorrere le graduatorie per le Progressioni Economiche Verticali e avanzare quindi nell’assegnazione. La legge Brunetta, inoltre, ha vietato le progressioni verticali in favore del concorso pubblico con riserva. Comunque la procedura di concorso è andata avanti finchè, dopo il ricorso al Tar del primo dei non vincitori, sono improvvisamente diventate utilizzabili le graduatorie in precedenza considerate inutilizzabili. sono stati quindi assunti 4 vincitor dei concorsi, il primo dei non vincitori che ha presentato ricorsi e 3 soggetti presi dalle graduatorie per le Progressioni economiche Verticali».
La sentenza del Tar ha annullato il decreto del Direttore Amministrativo che ha revocato le disposizioni di limitazione all’attingimento delle graduatorie e la delibera del CdA quale atto presupposto.
«La sentenza del Tar- ha dichiarato Giorgia Cannella – pone finalmente un fermo nel rispetto della normativa nazionale. L’applicazione della legge che abbiamo chiesto ora è totale. La pronuncia del Tar arriva in un momento importante per l’università visto che tra poche ore si riunirà il Senato Accademico per la nomina dei componenti della Commissione Statuto».
