Lube al pari di Trento e Cuneo?
Dipende tutto da Martino

E' lui l'ago della bilancia per cucire il gap con le big
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Matteo-Martino

Matteo Martino deve dare il massimo per la causa biancorossa: le sorti della stagione dipendono molto dal suo gioco

di Andrea Busiello

Dopo la resa al tie break nella trasferta di Trento, nella tana della capolista Itas, in casa Lube si possono cominciare a fare dei bilanci, a parlare di futuro e, perchè no, essere fiduciosi per il grande obiettivo che è rimasto da giocare, ovvero lo Scudetto. L’altro, quello piccolo, è rappresentato dalla Challenge Cup che però, per far si che non ci possano essere rammarici, deve essere conquistata a tutti i costi. Dicevamo della sfida di Trento. Dopo aver giocato due volte contro Cuneo ed altrettante contro i campioni del mondo dell’Itas sembra chiara una cosa: la Lube ha tutte le carte in regola per vincere lo Scudetto. Non ci nascondiamo dietro ai se o ai ma, riflettiamo in base ai risultati conseguiti con le due squadre più forti del torneo, insieme alla Lube. Nella partita di campionato a Cuneo i biancorossi hanno vinto 3-1, nella sfida di Coppa Italia (primo importante obiettivo fallito) Omrcen e soci hanno ceduto solamente 15-13 al tie break dopo essere stati avanti 7-3 nel set decisivo, il che la dice lunga sulla reale possibilità di agguantare la finale in quella competizione. Le due sfide contro Trento? Entrambe perse, ma al tie break. La corazzata trentina fino ad oggi ha inanellato tutti i punti possibili immaginabili in campionato, solo la Lube è riuscita a rosicchiargliene 2, uno all’andata e l’altro al ritorno. La sensazione, abbastanza netta, è che tra le tre squadre di vertice la differenza sia sottile, perchè il livello tecnico espresso è prossocchè lo stesso. C’è un solo fattore che cambia completamente tutti gli equilibri. Il fattore risponde ad un nome e cognome preciso: Matteo Martino. Il ragazzo di Alessandria è uno dei talenti più puri che la pallavolo italiana e, azzardiamo, mondiale abbia mai espresso. Fortissimo in tutti i fondamentali, non ha lacune a livello tecnico. Un predestinato insomma. E’ lui che sposta gli equilibri della squadra perchè fondamentalmente, è inutile stare a cincischiare raccontando favole, le bande forti della Lube (Conte e Savani) sono in evidente affanno nel fondamentale della ricezione, cosa che ovviamente sposta di parecchio gli equilibri di una squadra che vuole attaccare con palla pulita e non staccata da rete. Ricevere servizi di mostri sacri del calibro di Juantorena o Wijsmans (giusto per citare un esempio di Trento ed uno di Cuneo) può mandare in tilt la ricezione biancorossa, sempre e comunque se non gioca Martino. Unico esemplare di schiacciatore in casa Lube (ad eccezione di Lampariello che è però debole in attacco) capace di non risentire delle bordate di questi campioni al servizio e schiacciare come solo un fuoriclasse sa fare. Il golden boy di Alessandria ha esplicitamente espresso il desiderio di lasciare l’indoor per dedicarsi al beach, all’età di 23 anni. Una pura follia! Nelle ultime settimane, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, il comportamento di Martino è stato alquanto strano. Prima un problema al ginocchio che lo ha costretto al forfait, poi ci si è messo il polpaccio che venerdì aveva obbligato Berruto all’inserimento in prima squadra di Randazzo fino al completo recupero di Martino. Recupero che evidentemente è stato lampo, visto che lo stesso schiacciatore classe 1987 a Trento è sceso in campo per fare qualche giro dietro. A questo punto la riflessione è lecita: che vogliamo fare? La risposta è complessa. Se coach Berruto riuscirà a far capire all’atleta quanto sia fondamentale per il cammino della Lube in questa stagione e riesca (cosa che sicuramente sta facendo in tutti i modi) a motivarlo al fine di sputare sangue pur di dare il 101% alla causa biancorossa, allora la faccenda si pone in maniera differente perchè come dimostrato a Verona in Coppa Italia contro Cuneo, con lui in campo al 100%, la Lube cambia faccia soprattutto per la qualità che dà alla ricezione biancorossa. Si comincia ad entrare nel vivo della stagione, in Challenge Cup mercoledì i biancorossi avranno la ghiotta chance si approdare in semifinale qualora si riesca a superare la resistenza di un ostico Surgut, ed è il momento di migliorare il proprio livello di gioco per l’arrivo dei play off che non è proprio prossimo, ma che arriverà velocemente. Le strade sono due: o si prende quella dove Martino mette cuore ed anima per questa Lube oppure si prende quella dove si va ad alti e bassi che porteranno la Lube a non vincere lo scudetto. Perchè parlare solo di Martino? Facile. Gli altri atleti della Lube li conosciamo tutti, grandissimi campioni, ottimi professionisti e tutti vogliosi di vincere. D’altronde una squadra che annovera nelle proprie fila gente del calibro di Vermiglio, Omrcen, Podrascanin, Stankovic, Paparoni e Savani non può non ambire per il massimo, ovvero per il tricolore. Ci vuole la ciliegina sulla torta in una squadra forte che con il Martino che tutti si aspettano può essere semplicemente devastante e far veramente paura al duo Trento-Cuneo. Forza Matteo, azzera quello che hai fatto nel passato e comincia a dimostrare gara dopo gara quello che vali: cioè, in parole semplici, dimostra di essere un fuoriclasse e prendi per mano questa Lube perchè Macerata vuole tornare sul tetto d’Italia.



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