Serve un serio
risparmio energetico
L'intervento
di Roberto Cherubini
E’ un momento storico cruciale per i bilanci delle amministrazioni comunali e forse la strada migliore non è piangersi addosso come succede troppo spesso nella nostra città.
I tagli orizzontali ed indiscriminati del Governo centrale sono sicuramente criticabili ma danno una grande opportunità ai nostri amministratori e cioè di guardarsi intorno e di identificare gli sprechi da eliminare.
Gli sprechi sono immensi, basta recarsi, come è successo a me, per qualche minuto in una delle grandi scuole di Macerata (Scientifico, Istituto Tecnico Commerciale, Classico) per notare che i termosifoni sono al massimo ma le finestre hanno spifferi vergognosi o sono addirittura aperte.
Pensare di mettere le mani sul portafoglio per sistemare questi sprechi energetici è davvero difficile, ma esiste una vecchia strada, chiamata “Energy Service Companies”, della quale nessuno parla non si sa bene per quale motivo.
Come funzionano le “Energy Service Companies”(compagnie di servizio energetico)?
In una situazione di consumo inefficiente dell’energia, la ristrutturazione degli impianti di generazione ed uso, deve condurre ad un nuovo sistema a più alta efficienza, caratterizzato da minori consumi di energia primaria e quindi da costi di esercizio inferiori. Un soggetto terzo (Energy Service Company), dotato delle conoscenze tecniche organizzative e finanziarie idonee, può proporre all’utente la ristrutturazione tecnica degli impianti assumendo a proprio carico gli oneri dell’investimento. I nuovi consumi, più bassi dei consumi storici, creano così dei flussi di cassa positivi pari alla differenza, appunto, tra la spesa storica e la nuova spesa. L’utente (Comune) dovrà accettare di sopportare la vecchia spesa per tutto il periodo dell’ammortamento. Sulla base di questa risorsa il soggetto terzo proponente assume il ruolo di finanziatore: l’utente accetta di corrispondere un canone uguale alla spesa, così come era determinata dal suo vecchio sistema di bassa efficienza, la Energy Service Company realizza il nuovo impianto, incassa una somma complessiva pari all’importo dell’investimento e, alla fine del piano di ammortamento cede la proprietà del nuovo sistema, a minor consumo, che di norma ha davanti a sé diversi anni prima dell’obsolescenza.
Faccio un esempio per chiarire bene il concetto, con cifre inventate:
La bolletta energetica annuale di una grande scuola cittadina è pari ad € 200mila
La Energy Company prevede che per isolare energeticamente quella scuola occorre un investimento di 300mila euro che porterà ad un risparmio annuale del 40% sulla bolletta (risparmio di €80mila).
La Energy Company effettua le migliorie a proprie spese e chiede al Comune di Macerata di pagare la bolletta attuale per 5 anni ricavando in 5 anni € 400mila (il risparmio effettivo di consumi 80mila x 5 anni).
Trascorsi i 5 anni il Comune, senza aver speso nulla, si trova ad avere una scuola che consuma il 40% in meno.
E’ un sistema straordinario e che prevede quello che i Comuni non fanno quasi mai: una programmazione a lungo termine.
Siamo sempre bravissimi (ed è successo 1 mese fa) a spalmare i debiti sul futuro, ma non abbiamo la stessa solerzia nel prevedere un futuro di risparmio energetico e quindi di risparmio economico.
Invito gli amministratori a ragionare su questo senza pensare che magari i risultati di queste ottime scelte possano essere raccolti da altri!

Nessuno regala niente per niente. Bisogna stare attenti alla durata dell’ammortamento e al tipo di intervento che si mette in atto da parte delle Compagnie di Servizio Energetico. Perché dico questo? Perche in pochissimi ci occupiamo della durabilità dei sistemi cosiddetti di risparmio energetico, e può facilmente accadere che alla fine dell’ammortamento bisogna mettere mano agli interventi stessi. Quindi non è affatto scontato che l’intervento è gratuito per l’Ente. Il nodo è la capacità dell’Ente di imporre soluzioni tecniche ad esso favorevoli e questo non è facile da ottenere se economivcamente sconveniente per la Compagnia.
Non si tratta di regalare! Quello descritto da Cherubini è un un progetto di business che trova la sua concretizzazione nei risparmi determinati dall’ efficentamento energetico . Questi risparmi (minori costi per chi paga i conti della bolletta) diventano i flussi di cassa con cui viene ripagata (compreso il suo utile) la società che realizza l’opera. Terminata questa fase il risparmio economico entra completamente nelle tasche dell’investitore (la scuola del caso). I tempi di rientro dell’investimento di un progetto di efficentamento energetico per un immobile vanno dai 3 ai 8 – 10 anni a seconda della situazione di partenza e del tipo di intervento. E’ evidente che il progetto deve essere concepito da una societa seria e competente ma chi lo deve accettare , specie se una amministrazione pubblica o una azienda ha tutte le possibilità di capire cosa sta comprando. Ad esempio è evidente che nel piano economico non devono essere considerati solo i costi iniziali ma anche i costi di manutenzione o funzionamento. Niente di straordinario , stiamo parlando di sostituire un vecchio impianto a gasolio con una nuova caldaia a condensazione oppure di cambiare le finestre o di realizzare il cappotto termico sulle pareti. Le Esco di cui parla Cherubini non sono mai decollate , almeno in Italia, perchè hanno bisogno di disponibilità finanziarie per sostenere l’avvio delle loro attività. Non hanno avuto il necessario supporto anche della volontà politica. Ma , ad esempio, lo sgravio fiscale del 55% per i privati si ispira a questi concetti. Ricordiamo anche gli impegni che abbiamo a livello comunitario per ridurre la emissione di C02. Insomma queste sono le cose importanti di cui parlare!
In molti parlano di risparmio energetico e di ecosostenibilita, ma altrettanti non sanno di cosa stanno parlando, perche seguono solo una moda. Ho dato solo un mio modesto contruto da parte di chi da trenta anni fa ricerca in qiesto settore.