Vincolo all’area archeologica
di San Claudio
Corridonia
Ieri sera il consiglio comunale di Corridonia ha approvato due importanti delibere, volte a recepire le linee guida della Regione Marche sulle modalità di installazione di nuovi impianti fotovoltaici.
«In seguito all’approvazione delle direttive della Regione Marche – spiega Nelia Calvigioni, sindaco di Corridonia – moltissime aree saranno vincolate tra queste naturalmente tutti i crinali e l’area archeologica di San Claudio. La seconda delibera che abbiamo votato è quella sul regolamento comunale che detta i criteri per l’installazione degli impianti. I territori liberi a questo punto sono molto pochi.»
Per quanto riguarda invece l’impianto fotovoltaico di Sarrocciano, le delibere votate ieri sera non incideranno in alcun modo nell’iter iniziato. Continuano comunque le proteste del fronte Verde e del comitato Natura Libera che hanno diffuso una nota in cui si legge: «Ci lascia esterrefatti la politica imprenditoriale di un’azienda, la Merloni, che delocalizza all’estero la sua produzione, lasciando in mobilità centinaia di lavoratori e allo stesso tempo trova risorse e investe milioni su una speculazione dannosa all’ambiente naturale. Siamo contrari alla politica di scambio così come viene proposta da alcune amministrazioni comunali con opere o contributi in opere pubbliche in cambio di autorizzazioni agli impianti. Il territorio, il paesaggio l’ambiente e la salute dei cittadini non hanno prezzo.» Gli stessi fanno appello ad una politica responsabile.

La vicenda del progetto di Sarrocciano, impianto fotovoltaico a terra di 12 ettari, sta impegnando le cronache locali ed ora anche l’amministrazione comunale di Corridonia, la quale deve uniformarsi alla delibera Regionale in materia.
L’opposizione del FRONTE VERDE e del comitato NATURA LIBERA alla realizzazione del progetto, si fa più serrata e decisa.
La desertificazione di una terra agricola fertile di alta produzione, lo scempio del paesaggio con pannelli alti 3,27 metri, la enorme grandezza dell’impianto (12 ettari – 120.000 Mq), i danni ecologici per l’abbattimento di una naturale prevenzione alla lotta contro le Polveri sottili PM 10 e PM 2,5, sono i punti centrali della contestazione.
– Ci lascia esterrefatti la politica imprenditoriale di una azienda (Merloni) che “delocalizza” all’estero la sua produzione, lasciando in mobilità centinaia di lavoratori e nello stesso tempo trova risorse e investe milioni (accedendo a finanziamenti e incentivi pubblici) su una speculazione che compromette l’ambiente naturale del territorio.
– Siamo nettamente contrari alla possibile “politica di scambio” così come viene proposta da alcune amministrazioni comunali. Opere o contributi in opere pubbliche in cambio di autorizzazioni agli impianti.
Il territorio, il paesaggio, l’ambiente e la salute dei cittadini non ha prezzo.
Siamo contrari ad ogni scambio “monetario”. Non c’è nessuna politica sostenibile che tenga, NON si può comperare la salute, l’ambiente, il paesaggio e la vita dei cittadini. Abbiamo bisogno di una “POLITICA RESPONSABILE”, della “politica sostenibile” non sappiamo più che farcene. I soldi possono esserci o non esserci, ai cittadini resta comunque una possibilità di scelta, mentre l’ambiente e la SALUTE una volta persi nessuno potrà mai riaverli.
– Qui non siamo di fronte a investimenti industriali, abitativi o commerciali dove la realizzazione di verde pubblico, piste ciclabili o infrastrutture (Strade, scuole, piazze ecc) possono andare ad integrare e mitigare un “comune vivere” del territorio, ma una vera e propria speculazione con danni irreparabili di desertificazione del territorio.
– Non è possibile decretare, cosi come deliberato dalla Giunta Regionale, di istituire divieti di traffico per l’abbattimento delle polveri sottili, dannose alla salute, e nello stesso tempo autorizzare opere che modificano irreparabilmente l’ecosistema della prevenzione ecologica naturale -.
Tonino Quattrini
Coordinatore regionale
FRONTE VERDE