La storia di Giorgio Ambrosoli
in un incontro del Rotary Matteo Ricci
Umberto Ambrosoli l’altro pomeriggio era a Macerata nel nome del padre Giorgio. L’avvocato è stato ospite del Rotary club Macerata “Matteo Ricci”, presieduto da Renzo Tartuferi, per raccontare la storia del padre, legale milanese strappato alla vita, assassinato da un killer ingaggiato dal banchiere colluso con la mafia Michele Sindona sul quale, dallo Stato, aveva ricevuto l’incarico di indagare. Giorgio morì la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979. Ed ora a parlare del dopo l’assassinio, è il figlio Umberto. La storia è racchiusa in un libro, “Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio”, che potrebbe avere anche un seguito con una seconda pubblicazione come ci ha detto Umberto. “L’importante – ci ha confidato – è poter rimanere sempre vicino alla famiglia. Le presentazioni di questo primo libro mi tengono lontano da mia moglie e dai figli”. A Macerata la presentazione si è tenuta, a cura del Rotary “Matteo Ricci”, nella sala della Biblioteca statale, gremita di gente. C’erano anche il sindaco Romano Carancini, l’assessore alla cultura Irene Manzi, il Rettore Luigi Lacchè, il vice questore Pier Nicola Silvis, il vicario del Vescovo Monsignor Pio Pesaresi e il tenente colonnello Bertini dell’Arma dei carabinieri. Oltre a Renzo Tartuferi ed Umberto Ambrosoli c’erano Angelo Ventrone, ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze politiche e Mauro Bignami, governatore designato del Distretto 2090 del Rotary international. Dopo i saluti di Tartuferi, Bignami ha illustrato dettagliatamente il contenuto del libro, i fatti dell’epoca fino alla morte di Giorgio Ambrosoli, che per cinque anni fu commissario liquidatore della Banca privata di Michele Sindona.

Il racconto di Umberto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale. La relazione di Umberto è stata una vera lezione di legalità. L’avvocato ha parlato del padre, di un uomo di legge consapevole che avrebbe pagato a caro prezzo l’incarico acquisito. Un uomo che fa semplicemente il proprio lavoro e rende possibile il funzionamento efficiente della giustizia. Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Umberto parla del padre di un uomo e non di un eroe. Nel momento in cui si sceglie di non intervenire o di non opporsi ad un gioco di potere ad un sopruso o peggio ad un reato si sta già partecipando attivamente, si sta già contribuendo a scrivere una storia più o meno istituzionale. Dopo la conferenza il presidente del club di Macerata ed i rotariani hanno salutato Umberto Ambrosoli al ristorante Le Case di Pollenza. Ed anche in questa occasione Umberto ha raccontato altri momenti della storia del padre facendo riferimento anche al rapporto che aveva con la moglie incontrata nel movimento monarchico.


