L’ex sindaco Gian Mario Maulo:
“Il restauro della chiesa di San Giovanni
è la soluzione più intelligente”

L'INTERVENTO - "Giusto anche denominare Macerata Città di Padre Matteo Ricci"
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Gian Mario Maulo

Dall’ex sindaco di Macerata Gian Mario Maulo:

Il restauro della Chiesa di San Giovanni e il suo adeguamento funzionale per  eventi culturali ed artistici, permanendo l’originario carattere di spazio sacro, proposto dal Vescovo e accolto in un protocollo di intesa fra  Diocesi e Fondazione Carima, che lo finanzia, costituisce l’esito più intelligente del confronto, dialettico, orientato più all’antitesi che alla sintesi, sulla stampa locale e  perfino per la strada. Su questa proposta si trovano d’accordo laici e cattolici,  Chiesa e Istituzioni civili, persone di cultura e gente comune: si realizza così un dialogo fra istituzioni e un’integrazione fra arte, scienza e fede, tipici dello stile ricciano.

San Giovanni, armonico esempio di architettura tardo rinascimentale, sorta nel 1600 per opera dei Gesuiti a fianco al primo istituto di formazione del giovane Matteo Ricci, si integra in modo funzionale con il palazzo della Biblioteca Mozzi-Borgetti appena restaurato e con il vicino Istituto Matteo Ricci per le Relazioni con l’Oriente da poco avviato e in attesa di allestimento con materiale librario e scientifico soprattutto relativo a Padre Matteo Ricci.

La nuova destinazione della Chiesa, inoltre, amplia l’offerta culturale del centro storico e fa  ‘pendant’ con il San Paolo che da 13 anni vive di attività convegnistica e didattica dell’Università, sulla base di un analogo protocollo di intesa fra Università e Comune.

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La chiesa di San Giovanni (foto Picchio)

Essa, inoltre, completa attivamente il percorso museale e culturale del centro storico: Duomo, Chiesa della Misericordia, Palazzo Buonaccorsi,  Palazzi dell’Università e dell’Accademia delle Belle Arti, Loggia dei Mercanti, Teatro Lauro Rossi, Galleria degli Antichi Forni, librerie del Corso,  Istituto per le Relazioni con l’Oriente e infine, nella ‘ piazza della cultura’, Biblioteca, Palazzo Ricci, San Giovanni e San Filippo (ormai prossima al restauro) La piazza, restituita al suo volto originario, dopo la  parziale ‘liberazione’ dalle auto (imposta almeno dal sottostante nuovo deposito di libri), può aprirsi ad una nuova stagione di convivialità.

Si realizza, così,  un monumento ‘dinamico’ a Padre Matteo Ricci, integrato nella città  ‘vivo’ nella ricerca, nella divulgazione e nell’attualizzazione del pensiero ricciano, aperto ad un turismo culturale attivo.

Per completare il progetto, si aggiunga l’apertura sistematica della Pinacoteca di Palazzo Ricci, con analogo protocollo di intesa tra Fondazione e Comune.

Questo ‘monumento dinamico’ può costituire  il più significativo ‘miracolo’ di Padre Matteo Ricci.

Allora Macerata si potrebbe  denominare a ragione ‘città di Padre Matteo Ricci’, non solo perché ha dato i natali all’illustre missionario che spesso la ricorda nelle sue lettere dalla Cina, ma anche in quanto città del dialogo, dell’integrazione culturale e perciò della pace, più di qualsiasi insegna stradale.

Questa ‘piazza della cultura’, infine, potrebbe avere un logico completamento in una statua sobria per proporzioni e per costi, decisa con le dovute procedure,  finanziata in tempi più floridi da   Istituzioni e da privati, collocata  ad altezza d’uomo più che su un piedistallo alto e lontano, rivolta alle persone che  vanno verso San Giovanni o verso la  Biblioteca.



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