Civitanova, si susseguono
gli incontri per il Cavalcavia in vista
della Conferenza dei Servizi a Roma

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La protesta davanti al Comune

di Laura Boccanera

<<Non c’è fretta, abbiamo ancora 5 mesi di tempo prima che le decisioni sul cavalcavia diventino irrevocabili>>. A dirlo è Amedeo Regini di Cittàverde che ieri sera ha tenuto un incontro presso il centro sociale di Via Carnia per informare i residenti sullo stato delle trattative e per invitare tutti all’altro incontro e al consiglio comunale di lunedì che affronterà di nuovo il tema. Ma lo sguardo è rivolto soprattutto al 25 novembre quando la Conferenza dei Servizi a Roma deciderà come procedere. <<Dopo l’appuntamento romano – spiega Regini – la palla sarà rimbalzata alla conferenza dei servizi del Basso Chienti che dovrà verificare la sostenibilità ambientale dell’opera e dei piloni all’interno delle falde. La fretta con la quale si è proceduta alla votazione durante lo scorso consiglio comunale che ha deliberato a favore del cavalcavia era una bugia, era un modo per evitare che i cittadini si mobilitassero in massa. Noi chiediamo ancora che la Quadrilatero investa questi 18 milioni di euro per la rotatoria e per il ponte sul Chienti>>. All’incontro erano presenti anche l’architetto Giuseppe Malaisi ed il consulente scientifico del WWF Gianfranco Borgani: <<Già 40 anni fa l’idea di una rotonda alla fine della superstrada venne bocciata -spiega Malaisi – Io credo, e lo dico senza vis polemica o ideologica, che la presunta emergenza alluvione con la quale si vuole costruire questo “scavalcavia” (così è stato ribattezzato ieri sera) sia immotivata>>. Stasera invece sarà la volta dell’incontro organizzato dall’associazione No al Cavalcavia nel quale interverranno anche i sindaci dei Comuni limitrofi. In merito al progetto della Quadrilatero il sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali ha appoggiato l’iniziativa limitatamente alla proposta di realizzazione della piastra logistica al confine con Santa Maria Apparente: <<Rappresenterebbe un dramma per il nostro ambiente – ha riferito Cardinali – ormai le aziende delocalizzano ed una piastra logistica di tali dimensioni non ha senso>>.


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